Domenica 4 ottobre ultima giornata della quattro giorni cagliaritana della ventinovesima edizione. Alle 11.30 al Search Attilio Berni racconta le metamorfosi del sassofono con Saxophobia. Dalle 19 al Teatro Doglio i concerti dell’Angiolini Bros. Quartet e di Stefano Di Battista. Il festival tornerà a novembre con Angelo Branduardi e Jeff Lorber.
Dal racconto della storia del sassofono alle melodie del cinema e della canzone italiana rilette attraverso il jazz. Forma e Poesia nel Jazz conclude domenica 4 ottobre la quattro giorni che ha aperto a Cagliari la ventinovesima edizione del festival, quest’anno costruita intorno al tema Analogico futuro. Due gli appuntamenti della giornata: alle 11.30 al Search l’ultima conferenza-spettacolo di Attilio Berni e, dalle 19, al Teatro Doglio i concerti dell’Angiolini Bros. Quartet e di Stefano Di Battista con La dolce vita.
La mattina sarà ancora il sassofono a occupare il centro della scena. Attilio Berni presenta Saxophobia, ultimo incontro del ciclo che ha accompagnato la mostra allestita negli spazi del Search con una selezione di strumenti e fotografie d’epoca provenienti dal patrimonio del Museo del Saxofono di Fiumicino, di cui Berni è direttore.
Collezionista, musicista e studioso dello strumento, Berni ne ripercorrerà le trasformazioni dalla nascita alla progressiva affermazione come uno dei simboli della modernità musicale e del jazz. La formula mette insieme racconto, immagini, curiosità, strumenti storici ed esecuzioni dal vivo e completa il percorso sviluppato durante le giornate precedenti, dalla presenza del sax nella musica italiana ai suoi rapporti con il cinema, l’immaginario e la cultura contemporanea.
In serata il festival lascia il Teatro delle Saline, che ha ospitato i concerti delle prime tre giornate, e si trasferisce al Teatro Doglio. Si comincia alle 19 con l’Angiolini Bros. Quartet, formazione guidata dai cagliaritani Andrea Angiolini al pianoforte e Alessandro Angiolini al sassofono, insieme a Paolo Cocco al basso elettrico fretless e Luigi Sanna alla batteria.
Il quartetto arriva all’appuntamento con un repertorio nel quale composizioni originali inedite convivono con standard jazz rielaborati secondo l’attuale assetto della formazione. Basso elettrico, piano elettrico e tastiere contribuiscono alla definizione del suono, mentre il lavoro sugli arrangiamenti interviene anche sulle strutture della tradizione jazzistica. Alcuni brani originali nascono infatti dal “mascheramento” di impianti armonici riconducibili a composizioni note, utilizzati come materiale per costruire nuove architetture musicali.
La seconda parte della serata è affidata a Stefano Di Battista e a La dolce vita, progetto nel quale il sassofonista romano attraversa alcune pagine della musica italiana legate al cinema e alla canzone, utilizzandone le melodie come terreno per l’improvvisazione.
Il repertorio accosta mondi e autori differenti: Nino Rota con La dolce vita, Appuntamento e Amarcord, Ennio Morricone con La Califfa e Nicola Piovani con La vita è bella. A questi si aggiungono Via con me di Paolo Conte, Caruso di Lucio Dalla, Tu vuò fa’ l’americano di Renato Carosone, Roma nun fa’ la stupida stasera di Armando Trovajoli, Volare di Domenico Modugno e Con te partirò. Di Battista affronta questo patrimonio melodico cercando all’interno dei brani gli spazi per l’improvvisazione, intervenendo sulla materia musicale senza cancellarne la riconoscibilità.
Al Teatro Doglio sarà affiancato da Matteo Cutello alla tromba, Daniele Sorrentino al basso e contrabbasso, Andrea Rea al pianoforte e Luigi Del Prete alla batteria.
Nato a Roma nel 1969, Di Battista si è avvicinato al jazz attraverso l’ascolto di Art Pepper e Cannonball Adderley. Dopo l’incontro con il pianista Jean-Pierre Como al Calvi Jazz Festival nel 1992 si è trasferito a Parigi, avviando il percorso internazionale che lo ha portato anche alle produzioni per Blue Note. Tra queste Round About Roma, realizzato con un’orchestra sinfonica diretta da Vince Mendoza, Parker’s Mood e Troubleshootin’. Con La dolce vita, dopo Morricone Stories, torna a misurarsi con un repertorio italiano che mette in relazione memoria cinematografica, canzone e improvvisazione.
La serata del 4 ottobre conclude il nucleo autunnale di quattro giornate, ma non la ventinovesima edizione di Forma e Poesia nel Jazz. Il calendario riprenderà a novembre con altri due appuntamenti: l’11 al Teatro Massimo con Angelo Branduardi e il tour Il Cantico, dedicato alla vita e alle parole di san Francesco d’Assisi, e il 20 al Bflat con il pianista e compositore statunitense Jeff Lorber.
Per i concerti di domenica al Teatro Doglio il biglietto costa 30 euro. È previsto un ingresso a 10 euro, su prenotazione, per gli studenti under 18 delle scuole di musica e del conservatorio. Per chi possiede biglietti o abbonamenti del festival sono gratuiti l’ingresso alla mostra e alle conferenze-spettacolo di Attilio Berni al Search.


