Dal 20 al 24 ottobre la prima edizione di “Arenas – Mediterranean Jazz Lab”, diretta da Bebo Ferra. Lezioni, musica d’insieme, jam session e concerti con Roberto Taufic, Salvatore Maiore, Daniela Spalletta, Fabrizio Cassol, Diogo Q. Alexandre e Noé Clerc.
Cinque giorni nei quali lo studio dello strumento confluirà nella musica d’insieme, nell’improvvisazione e infine nel confronto con il pubblico. Dal 20 al 24 ottobre Quartu Sant’Elena ospiterà la prima edizione di “Arenas – Mediterranean Jazz Lab”, seminario internazionale diretto dal chitarrista Bebo Ferra e nato nel segno di Francesco Sotgiu.
Il progetto mette in relazione il jazz con le culture musicali del Mediterraneo attraverso un percorso nel quale formazione e pratica condivisa diventano parti dello stesso processo. A guidare i partecipanti saranno Roberto Taufic alla chitarra, Salvatore Maiore al contrabbasso e violoncello, Daniela Spalletta alla voce, Fabrizio Cassol al sassofono, Diogo Q. Alexandre alla batteria e Noé Clerc alla fisarmonica.
Il Mediterraneo come spazio d’incontro
Alla base di Arenas c’è una domanda: quale terreno comune possono trovare il jazz e le culture musicali del Mediterraneo? La risposta del progetto passa attraverso l’incontro, inteso tanto come elemento storico di un mare attraversato nei secoli da popoli e tradizioni differenti quanto come principio musicale fondato sull’ascolto e sul dialogo.
«Arenas nasce con l’idea di trovare un punto d’incontro tra il jazz e la cultura mediterranea – spiega Ferra –. Entrambi hanno qualcosa di molto importante in comune: l’incontro. Il Mediterraneo è storicamente un luogo nel quale si incontrano culture, tradizioni e suoni diversi e anche il jazz nasce dalla contaminazione, dall’ascolto e dal dialogo con ciò che è diverso».

Non un seminario costruito esclusivamente intorno allo studio del jazz, dunque, ma un’esperienza nella quale le competenze individuali saranno continuamente messe in relazione. «Gli studenti e i musicisti avranno l’occasione di suonare insieme, di analizzare linguaggi musicali diversi e di lasciarsi influenzare da essi», prosegue il direttore artistico.
Anche il nome racchiude questa prospettiva: “arenas” in sardo significa sabbia. Una materia che cambia forma, si sposta e si ricompone, scelta come immagine di un progetto fondato sull’incontro e sulla trasformazione, con un richiamo al paesaggio dell’Isola e a una musica che prende forma nel dialogo tra esperienze differenti.
Nel segno di Francesco Sotgiu
La prima edizione nasce nel segno di Francesco Sotgiu, batterista, polistrumentista, compositore e arrangiatore sardo che nel proprio percorso ha attraversato jazz, sperimentazione e ricerca sulla musica popolare tradizionale della Sardegna.
La dedica si lega direttamente alla storia musicale dalla quale prende forma Arenas. Sotgiu, Bebo Ferra e Salvatore Maiore condivisero infatti con Paolo Fresu l’esperienza di Internòs: un rapporto artistico che trova oggi una continuità nella presenza di Ferra e Maiore all’interno del nuovo progetto.
Nel corso della sua attività Sotgiu ha collaborato con numerosi musicisti italiani e internazionali, tra i quali Kenny Wheeler, John Taylor, Gil Goldstein, Mal Waldron, Bobo Stenson, David Liebman, Paul McCandless, Palle Danielsson, Anders Jormin, Enrico Rava, Paolo Fresu e Franco D’Andrea.
Sei docenti, sei percorsi musicali
La geografia musicale di Arenas passa direttamente attraverso i suoi docenti. Roberto Taufic, nato in Honduras, di origine palestinese da parte di madre e cresciuto in Brasile, ha sviluppato un percorso nel quale jazz e musica brasiliana hanno trovato un terreno comune.
Salvatore Maiore porterà invece ad Arenas contrabbasso e violoncello. Proprio quest’ultimo sarà al centro di uno degli aspetti peculiari della proposta formativa: il lavoro sul violoncello nel jazz.
La voce sarà quella di Daniela Spalletta, cantante, compositrice, arrangiatrice e autrice siciliana, mentre dal Belgio arriverà Fabrizio Cassol, sassofonista e compositore che da decenni sviluppa una ricerca intorno all’incontro tra jazz, composizione e culture musicali extraeuropee.

Completano il gruppo Diogo Q. Alexandre, batterista portoghese attivo a Bruxelles, e Noé Clerc, fisarmonicista e compositore francese formatosi attraverso un doppio percorso classico e jazz.
Le provenienze e le esperienze dei sei docenti diventano così parte integrante dell’impostazione didattica: mettere nello stesso spazio percorsi sviluppati tra Belgio, Portogallo, Francia, Sardegna e Sicilia, insieme alla biografia musicale di Taufic tra Honduras, radici palestinesi, Brasile e Italia, lasciando che queste differenze entrino concretamente nel lavoro comune.
Dallo strumento al palco
Le giornate seguiranno una struttura pensata per condurre progressivamente i partecipanti dalla pratica individuale a quella collettiva. Dal 20 al 24 ottobre, le mattine saranno dedicate all’approfondimento con i singoli docenti: chitarra con Roberto Taufic, contrabbasso e violoncello con Salvatore Maiore, voce con Daniela Spalletta, sassofono con Fabrizio Cassol, batteria con Diogo Q. Alexandre e fisarmonica con Noé Clerc.
Nel pomeriggio il lavoro passerà alla musica d’insieme, articolata in tre classi affidate alle coppie Daniela Spalletta e Roberto Taufic, Diogo Q. Alexandre e Salvatore Maiore, Noé Clerc e Fabrizio Cassol. Sarà il momento nel quale quanto sviluppato sul singolo strumento entrerà nella dimensione collettiva, attraverso l’ascolto e il confronto tra musicisti e linguaggi differenti.

Il lavoro uscirà poi dagli spazi della formazione. Le jam session in via Eligio Porcu saranno aperte alla città, trasformando gli spazi del Centro Commerciale Naturale in un luogo d’incontro tra docenti, partecipanti, altri musicisti e pubblico. La sera il percorso proseguirà al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, con i concerti.
Quattro serate, fino al concerto degli allievi
Il 20 ottobre sarà dedicato all’avvio delle lezioni, alla formazione dei gruppi di musica d’insieme e alla prima jam session. Dal giorno successivo entreranno nel programma anche i concerti.
Mercoledì 21 ottobre saranno Daniela Spalletta, Roberto Taufic e Francesca Corrias ad aprire gli appuntamenti serali al The Old Tipsy.
Il 22 ottobre si incontreranno il sassofono di Fabrizio Cassol, la fisarmonica di Noé Clerc e la batteria di Diogo Q. Alexandre, riunendo sul palco tre strumenti e tre percorsi differenti dopo il lavoro condiviso durante la giornata.
Il 23 ottobre sarà invece la volta di Bebo Ferra, Salvatore Maiore e Fabrizio Cassol, con tre musicisti direttamente coinvolti nella dimensione artistica e formativa del progetto.
Il punto d’arrivo sarà sabato 24 ottobre, quando il palco passerà agli allievi. Il concerto conclusivo restituirà al pubblico il lavoro maturato nei giorni precedenti: dallo studio dello strumento alla musica d’insieme, dall’ascolto reciproco all’improvvisazione. Il seminario si concluderà così non con un’ultima lezione, ma con la musica costruita insieme e portata davanti al pubblico.
«Arenas è formazione, ricerca, creatività, ma soprattutto condivisione», sintetizza Bebo Ferra. È proprio nella dimensione collettiva che il direttore artistico individua uno degli elementi centrali del progetto: lo studio individuale confluisce nel confronto con gli altri musicisti, nella pratica d’insieme e nell’improvvisazione.
“Arenas – Mediterranean Jazz Lab” è rivolto a musicisti, studenti di conservatorio e professionisti interessati ad approfondire il jazz e le musiche del Mediterraneo attraverso la pratica strumentale, l’ascolto, l’improvvisazione e il lavoro condiviso. Le iscrizioni sono aperte.
Il progetto è promosso dall’Associazione Il Formicaio, in collaborazione con Associazione Gong e Associazione Sa Corbula, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Quartu Sant’Elena e del Centro Commerciale Naturale Via Eligio Porcu. Media partner Pratza.it e Vivere a Cagliari.
[O.M.]



