È uscito il 18 settembre il primo disco per la storica etichetta tedesca del sassofonista e clarinettista sardo. Con lui Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana e U.T. Gandhi: un quintetto che attraversa jazz, improvvisazione e Mediterraneo sotto la produzione di Manfred Eicher.
Il titolo è una sola parola, “Ritornare”. Ma il movimento suggerito dalla musica non sembra guardare semplicemente indietro. È piuttosto un ritorno attraverso ciò che si è attraversato, ascoltato e trasformato nel corso degli anni. Per Enzo Favata segna anche un passaggio importante: il disco, pubblicato il 18 settembre, è la sua prima registrazione per ECM, l’etichetta fondata da Manfred Eicher che ha scritto una parte fondamentale della storia del jazz europeo e della musica contemporanea.

Con Favata ai sax soprani, clarinetto e clarinetto basso ci sono Daniele di Bonaventura al bandoneon, Marcello Peghin alla chitarra a dieci corde, Salvatore Maltana al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria. È Atlantico, quintetto nel quale confluiscono musicisti legati da percorsi e collaborazioni maturati nel tempo e che in “Ritornare” costruiscono un paesaggio interamente acustico.
Il punto d’incontro è quello tra jazz, dinamiche cameristiche e improvvisazione, ma dentro questa geografia affiorano anche le molte lingue musicali del Mediterraneo. Non come citazioni o elementi ornamentali: entrano nel vocabolario del gruppo e ne alimentano il movimento. La stessa ECM descrive una musica attraversata dal viaggio, dalla memoria e dall’immaginazione, nella quale le melodie possono emergere quasi improvvisamente per essere poi trasformate dal dialogo tra i cinque musicisti.
C’è qualcosa di profondamente mediterraneo nell’organico stesso. I fiati di Favata e la chitarra di Peghin incontrano il bandoneon di di Bonaventura, mentre contrabbasso e batteria affidano a Maltana e Gandhi un equilibrio ritmico che non ha bisogno di occupare continuamente il primo piano. Il risultato cercato da Atlantico è una musica nella quale composizione e improvvisazione possono scambiarsi continuamente di ruolo, lasciando che siano l’ascolto reciproco e la dinamica collettiva a determinarne la forma.
Anche il nome Atlantico indica una direzione. Tra le fonti d’ispirazione dichiarate del progetto ci sono gli incroci culturali prodotti dalle rotte dell’Atlantico e gli universi letterari di Gabriel García Márquez e Jorge Luis Borges. Viaggio reale e viaggio immaginario finiscono così per sovrapporsi: il Mediterraneo rimane una radice riconoscibile, ma lo sguardo si sposta verso altre sponde e altre possibilità narrative.
“Ritornare” è stato registrato nel gennaio 2026 ai Bavaria Musikstudios di Monaco di Baviera e prodotto da Manfred Eicher. È un dettaglio tutt’altro che secondario: entrare nel catalogo ECM significa confrontarsi con un’idea precisa del suono e della registrazione, costruita in oltre mezzo secolo di produzioni nelle quali lo studio diventa parte del processo musicale.
Per Favata è il primo capitolo di questo incontro. Per Atlantico, invece, “Ritornare” sembra condensare una ricerca già maturata: cinque personalità differenti che rinunciano alla semplice somma delle proprie esperienze per cercare un suono comune. Il ritorno evocato dal titolo diventa allora meno una destinazione che un modo di guardare ciò che rimane dopo il viaggio: luoghi, incontri, memorie e musiche che, una volta attraversati, non tornano mai esattamente come prima.


