Venerdì 4 settembre al Conservatorio di Cagliari Sergio Sorrentino presenta “Glass Guitar”, mentre Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata portano in scena una performance tra contrabbasso, batteria, elettronica e immagini.
La musica contemporanea torna a interrogare il rapporto tra gesto, tecnologia e immagine. Venerdì 4 settembre, al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, la 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae 2026 propone due appuntamenti che, pur partendo da strumenti e linguaggi differenti, condividono la stessa tensione verso una forma di ascolto che supera i confini del concerto tradizionale.
Alle 18 sarà Sergio Sorrentino a presentare Glass Guitar, progetto multimediale per chitarra elettrica e live looping dedicato alla musica di Philip Glass. Un’ora più tardi, alle 19, il programma proseguirà con Hantavirus, performance audiovisiva per contrabbasso, batteria ed elettronica affidata a Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata.
È una delle direttrici più evidenti di questa edizione di Spaziomusica: mettere in relazione strumenti acustici ed elettrici, elettronica, video e presenza scenica, lasciando che la tecnologia non sia un semplice supporto, ma parte integrante della costruzione musicale.
La chitarra elettrica dentro l’universo di Philip Glass
Con Glass Guitar, Sergio Sorrentino affronta il repertorio di Philip Glass attraverso uno strumento che, almeno in apparenza, appartiene a un’altra tradizione sonora. La chitarra elettrica diventa invece il punto di partenza per entrare nel mondo delle ripetizioni, delle stratificazioni e delle trasformazioni progressive che caratterizzano la musica del compositore statunitense.
La performance utilizza il live looping per moltiplicare la presenza dello strumento, costruendo livelli sonori che si sovrappongono nel tempo. A questa dimensione si affianca quella visiva: attraverso il video, Sorrentino entra in dialogo con immagini preregistrate di sé stesso, dando vita a una sorta di duetto tra l’interprete presente e la sua memoria audiovisiva.
Il progetto nasce da un percorso di lavoro sviluppato dal chitarrista attorno alla musica di Glass e da un rapporto diretto con il compositore. Da questa esperienza sono nati anche due singoli pubblicati da Orange Mountain Music attraverso i canali ufficiali di Philip Glass e l’album Glass Guitar.
La ripetizione, elemento centrale nell’estetica di Glass, diventa così anche una riflessione sul rapporto tra esecuzione dal vivo e registrazione: il suono si accumula, ritorna, cambia prospettiva e costruisce uno spazio nel quale il tempo musicale non procede semplicemente in avanti, ma si espande.
“Hantavirus”, il suono come organismo
La seconda parte della serata cambia radicalmente paesaggio sonoro. Con Hantavirus, contrabbasso, batteria, elettronica e immagini entrano in una relazione più fisica e materica.
Il progetto utilizza l’idea del contagio come metafora per descrivere la propagazione e la trasformazione della materia sonora. Stratificazioni granulari, interferenze elettromagnetiche, frequenze profonde e frammenti organici vengono messi in relazione all’interno di una performance nella quale suono e immagine non procedono separatamente.
Il contrabbasso e la batteria rappresentano la componente strumentale e corporea, mentre l’elettronica interviene sulla materia sonora, modificandola e facendola evolvere. Il risultato è un ambiente percettivo nel quale il confine tra concerto e installazione audiovisiva tende a dissolversi.
È un approccio coerente con il percorso di Orbitae, che nei primi giorni del festival ha già messo in dialogo pianoforte, arpa, live electronics e video, costruendo un programma nel quale la musica contemporanea si confronta con differenti forme di presenza e di ascolto.

Sabato la prima settimana si chiude tra algoritmi e clarinetti
La prima settimana del festival al Conservatorio si concluderà sabato 5 settembre con altri due appuntamenti.
Alle 18 Sounding Algorithms – Day 1 sarà dedicato alla presentazione di progetti di ricerca sulle relazioni tra composizione e tecnologia. Saranno presentati AY-3-8910 di Stefano Guzzetti, costruito attorno allo storico chip sonoro General Instrument e all’interazione tra computer MSX, Arduino e Max/MSP, e ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale di Riccardo Di Fiandra, ricerca che mette in relazione composizione, videoarte, danza, intelligenza artificiale, embodiment e neuroscienze.
Alle 19 Raffaele Bertolini e Nicola Bertolini presenteranno Elettronica per clarinetti, concerto che comprende cinque prime esecuzioni assolute, con Damiano Meacci alla live electronics.

Dall’11 settembre Orbitae riparte al MAP
Conclusa la prima parte al Conservatorio, Spaziomusica Orbitae riprenderà venerdì 11 settembre al MAP – Make Arts Possible, in via Carbonia a Cagliari.
Il programma proseguirà con concerti per chitarra classica, performance audiovisive site-specific e nuove produzioni, per poi continuare il 12 e il 13 settembre con altri progetti dedicati all’incontro tra suono, immagini e ricerca contemporanea.
Nato nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo, il Festival Spaziomusica giunge nel 2026 alla sua 45ª edizione. Il tema Orbitae richiama l’idea di linguaggi, tecnologie e persone che si muovono attorno a differenti nuclei di innovazione, incontrandosi e influenzandosi reciprocamente.
Il festival proseguirà a Cagliari fino al 29 settembre, attraversando il Conservatorio, il MAP e lo IED con concerti, performance audiovisive, installazioni, live electronics e progetti di ricerca.
I biglietti per gli appuntamenti del programma principale costano 2 euro per singolo concerto.
[O.M.]



