Gavoi Film Fest, quattro giorni di cinema per raccontare «La società che cambia»

Dal 24 al 27 settembre la seconda edizione della rassegna organizzata da Sardinia Pro Arte. Film, documentari e animazione tra memoria e presente, con incontri nelle scuole e il confronto con autori e professionisti italiani e internazionali.

Portare il cinema in un paese che non ha una sala cinematografica e farne, per quattro giorni, uno strumento per osservare le trasformazioni della società. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre Gavoi ospiterà la seconda edizione del Gavoi Film Fest, organizzato dall’associazione Sardinia Pro Arte con il coordinamento di Simone Pittau e la direzione artistica di Marco Cabriolu.

«La società che cambia: memorie, identità, conflitti e nuovi equilibri» è il tema scelto per un programma che attraverserà lungometraggi, documentari, cortometraggi e animazione mettendo in relazione opere sarde, italiane e internazionali. Le proiezioni pomeridiane nella sala polifunzionale ex asilo Esmas saranno affiancate dagli incontri con registi, produttori, attori e professionisti del cinema, mentre le mattine delle prime due giornate saranno dedicate alla formazione nelle scuole.

Il festival prova così a costruire il proprio spazio tra due dimensioni: da una parte il cinema come racconto della memoria, dall’altra lo sguardo sul presente e sulle sue trasformazioni, sulle forme di appartenenza e di esclusione, sui conflitti e sulla ricerca di nuovi equilibri.

«Portiamo il cinema dove una sala cinematografica non c’è, riservando particolare attenzione agli autori e ai professionisti sardi, all’interno di una selezione che guarda contemporaneamente al panorama nazionale e internazionale, con opere provenienti, tra gli altri paesi, da Italia, Francia, Serbia e Regno Unito», spiega il direttore artistico Marco Cabriolu. Un’attenzione che riguarderà anche «le giovani generazioni, che guardano alla macchina cinematografica con grande curiosità e sanno riservare molte soddisfazioni».

A confermare questa impostazione sarà proprio l’apertura di giovedì 24 settembre. Alle 11 Cabriolu e il produttore Alessandro Bonifazi incontreranno studenti e studentesse delle scuole medie per raccontare il percorso che conduce dall’idea iniziale di un film alla sua distribuzione.

Dalle 16.30 cominceranno le proiezioni con Il giorno del giudizio di Marco Spiga, tratto dall’omonimo romanzo di Salvatore Satta e proposto grazie alle Teche Rai, e La terra delle donne di Marisa Vallone. Con Bonifazi saranno ospiti della giornata anche il produttore Massimiliano Munaron e l’attore Matteo Silvestri.

Dalla memoria delle leggi razziali al cinema francese

Venerdì 25 settembre il rapporto tra cinema e memoria passerà attraverso 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber. Il documentario, realizzato nel 2018, ricostruisce attraverso cinque storie il percorso che dalle leggi razziali del 1938 condusse alla persecuzione e alla deportazione degli ebrei italiani. Presentato in preapertura alla Festa del Cinema di Roma, mette insieme le testimonianze di vittime, persecutori e di chi assistette a quella stagione senza opporvisi. Come documenta Filmitalia, il film è una produzione Blue Film, Rai Cinema, Luce Cinecittà e Studio Capta.

Nella stessa giornata sarà proiettato The Kitchen Garden della regista e sceneggiatrice britannica Tiggy Walker, un cortometraggio del 2025 incentrato sul ritorno di Francis nel giardino della propria infanzia e sul rapporto che nascerà con Bella, volontaria che si occupa di quel luogo.

Il programma si sposterà poi in Francia con Le Garçon qui la nuit di Jérémy Piette, cortometraggio del 2023 nel quale la fine di un’estate e la difficoltà di un adolescente nel separarsi dagli amici aprono progressivamente lo spazio a una dimensione fantastica e notturna. La Cinémathèque française lo descrive come il racconto di Arthur, malinconico e innamorato, alle prese con la fine delle vacanze e con apparizioni che sembrano accompagnarlo verso il distacco dal passato.

Arriverà dalla Francia anche l’animazione Les animaux vont mieux di Nathan Ghali, presentata alla Berlinale Shorts nel 2024: nei sotterranei di una chiesa una comunità di animali vive lontano dagli esseri umani, costruendo una propria società e celebrando misteriosi rituali. Un lavoro realizzato attraverso l’animazione 3D che porta dentro il programma del festival un’altra possibile declinazione del tema della convivenza e dell’organizzazione sociale.

Tra gli ospiti della giornata ci sarà anche Michel Klochendler, montatore e tecnico del suono francese con una lunga esperienza nel cinema d’autore. Nel 1998 ha vinto il César per il miglior sonoro per On connaît la chanson di Alain Resnais ed è stato candidato nel 2013 per il montaggio di Camille redouble di Noémie Lvovsky. Insieme a lui saranno a Gavoi la produttrice Jayne-Ann Tenggren, Tiggy Walker e l’attore Emilio Puggioni.

La mattina sarà ancora dedicata alla formazione: questa volta saranno gli studenti delle scuole superiori a confrontarsi sul linguaggio cinematografico e sulle professionalità che partecipano alla realizzazione di un film.

Il cinema sardo

Sabato 26 settembre lo sguardo si concentrerà maggiormente sulle produzioni e sugli autori sardi. Il programma comincerà con il cortometraggio It Doesn’t Exist di Joe Juanne Piras e proseguirà con Uìza Verde, il docufilm di Manuele Trullu dedicato a Carloforte e all’isola di San Pietro, proposto grazie alle Teche Rai, e La guerra di Cesare di Sergio Scavio.

Al termine delle proiezioni il cinema tornerà a essere occasione di incontro diretto: Sergio Scavio e Manuele Trullu dialogheranno con il pubblico insieme al direttore della fotografia Antonio Cauterucci.

È uno dei tratti sui quali la seconda edizione sembra voler insistere: non limitare l’esperienza alla visione dell’opera, ma riportare in sala chi il cinema lo scrive, lo dirige, lo produce o ne costruisce le immagini, permettendo al pubblico di interrogare anche ciò che avviene prima e dietro lo schermo.

L’ultima giornata e Il miracolo dei rei

Domenica 27 settembre, ancora dalle 16.30, la giornata conclusiva attraverserà Serbia e Sardegna. Saranno proposti Izolacija di Marko Backović, Il miracolo dei rei di Alessandra Usai e il cortometraggio S’Ozzastru di Carolina Melis.

Il miracolo dei rei porterà il festival dentro una pagina particolare della storia della Sardegna. Il documentario di Alessandra Usai, realizzato nel 2021, racconta l’esperienza della colonia penale agricola di Castiadas e il lavoro dei detenuti impiegati nella bonifica di un territorio allora segnato anche dalla malaria. Filmitalia ne documenta la produzione di Nical Films, Luce Cinecittà, Zena Film e Hypatia Pictures e la distribuzione italiana affidata a Luce Cinecittà.

Alessandra Usai sarà in sala insieme al produttore Nicola Mennuni per incontrare il pubblico e discutere dei rispettivi lavori.

La conclusione del Gavoi Film Fest comprenderà inoltre un’anticipazione: sarà presentato il trailer di Baracoa di Luis Ernesto Doñas, prodotto da Francesco Papa, che sarà ospite della manifestazione per raccontare il proprio lavoro di produttore.

Quattro giorni nei quali il cinema diventerà dunque non soltanto spettacolo, ma occasione di formazione e confronto. È la direzione indicata anche nella presentazione istituzionale della seconda edizione pubblicata dal Comune di Gavoi: mettere in relazione cinema, cultura e territorio attraverso opere e professionisti provenienti dalla Sardegna e dal panorama italiano e internazionale.

Il Gavoi Film Fest è organizzato dall’associazione Sardinia Pro Arte con il contributo della Fondazione di Sardegna e il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e del Comune di Gavoi.

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