Mario Faticoni, dalla Regione Sardegna un riconoscimento a oltre cinquant’anni di teatro e impegno civile

L’assessora regionale alla Cultura Ilaria Portas ha consegnato il riconoscimento al regista, attore, drammaturgo, giornalista e scrittore. La cerimonia al Centro Alba di Quartu Sant’Elena, insieme ad alcuni dei suoi storici allievi.

Un riconoscimento istituzionale a Mario Faticoni, tra le figure che hanno contribuito in maniera determinante alla nascita e allo sviluppo del teatro professionale contemporaneo in Sardegna. Mercoledì 26 agosto, nella Comunità Integrata Centro Alba di Quartu Sant’Elena, l’assessora regionale alla Cultura Ilaria Portas ha reso omaggio all’attore, regista, drammaturgo, giornalista e scrittore, protagonista di oltre cinquant’anni di attività artistica, intellettuale e civile nell’Isola.

La cerimonia si è svolta nella struttura socio-sanitaria dove Faticoni è attualmente ospite, alla presenza dell’assessora Portas, del capo di gabinetto Andrea Dettori e di una rappresentanza di allievi, artisti, giornalisti e operatori culturali che hanno condiviso con lui differenti stagioni della sua lunga esperienza teatrale. Tra loro Rita Atzeri, Gisella Vacca, Enrico Pau e Massimiliano Messina.

Nato a Verona nel 1937 e trasferitosi in Sardegna all’età di undici anni, Faticoni ha attraversato il teatro sardo ricoprendo ruoli differenti e spesso complementari. Laureato in Giurisprudenza, ha affiancato alla pratica di attore e regista quella di drammaturgo, saggista e giornalista professionista, sviluppando una concezione del teatro fortemente legata alla funzione pubblica della cultura.

Il suo percorso è intrecciato ad alcune esperienze decisive per la costruzione della scena teatrale professionale nell’Isola. È stato fondatore e animatore del CUT – Centro Universitario Teatrale e successivamente una delle anime del Teatro di Sardegna – Centro di Iniziativa Teatrale, contribuendo al confronto della produzione sarda con le esperienze e i linguaggi che attraversavano contemporaneamente il teatro italiano ed europeo.

A questa attività si aggiunge la fondazione della compagnia Il Crogiuolo e una produzione che comprende spettacoli capaci di raggiungere centinaia di repliche, tra cui Suono di pietra. Faticoni ha inoltre affidato alla scrittura una parte importante del proprio lavoro sulla memoria dello spettacolo nell’Isola, con volumi come Teatro contemporaneo in Sardegna e Un delitto fatto bene – Cinquant’anni di teatro in Sardegna. Storie, protagonisti, misfatti.

Un aspetto fondamentale della sua eredità riguarda infatti la conservazione della memoria teatrale sarda. Faticoni ha raccolto e digitalizzato nel corso degli anni un vasto patrimonio di copioni, locandine, recensioni, documenti e carteggi, rendendolo disponibile alle nuove generazioni di artisti, ricercatori e studiosi. Un lavoro documentale che accompagna quello svolto sui palcoscenici e restituisce una parte significativa della storia dello spettacolo dal vivo in Sardegna.

«La consegna di questo riconoscimento non rappresenta un atto isolato, ma si inserisce in una precisa visione politica e culturale portata avanti dall’Assessorato regionale alla Cultura, che sta dimostrando una sensibilità e attenzione rinnovate verso i lavoratori dello spettacolo, i presidi culturali del territorio e i grandi maestri che hanno edificato l’identità artistica della Sardegna», ha sottolineato Rita Atzeri, presidente e direttrice artistica del Crogiuolo.

Nel consegnare il riconoscimento, Ilaria Portas ha posto l’accento sul significato culturale e civile dell’esperienza di Faticoni: «Premiare Mario Faticoni, un grandissimo della Sardegna, significa riconoscere le nostre radici culturali e dare valore a chi ha speso l’intera esistenza per edificare una coscienza critica nell’Isola attraverso la nobile arte del teatro, che crediamo fermamente essere uno strumento indispensabile di crescita culturale e civile, coesione sociale ed emancipazione».

L’assessora ha inoltre richiamato la necessità di tenere insieme sostegno alla produzione contemporanea e tutela della memoria: «Il nostro impegno quotidiano è volto a valorizzare, sostenere e strutturare il comparto, supportando sia le nuove produzioni e i giovani professionisti, sia la memoria storica custodita da personalità come Faticoni. Vedere qui i suoi allievi, diventati a loro volta registi, attori e professionisti affermati, è la testimonianza plastica di un’eredità che continua a lanciare messaggi positivi, necessari, e a dare ottimi frutti alla Sardegna».

La presenza degli allievi accanto a Faticoni ha assunto così un valore che supera quello celebrativo: il riconoscimento guarda a una storia personale, ma contemporaneamente alla trasmissione di esperienze, competenze e visioni che ha accompagnato oltre mezzo secolo di trasformazioni del teatro sardo.

Rita Atzeri ha infine ringraziato il Centro Alba di Quartu Sant’Elena per l’accoglienza riservata agli ospiti, alle istituzioni e alla stampa, sottolineando come la disponibilità della struttura abbia permesso di trasformare la cerimonia «in una festa di comunità autentica», nella quale uno spazio dedicato alla cura si è aperto «alla bellezza, all’arte e alla memoria collettiva».

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