Ritorna al MAB di Bari Sardo IMAGOMARE, il festival di media art relazionale dell’associazione culturale EIA Factory, alla sua seconda edizione con il sostegno della Fondazione di Sardegna. Da sabato 25 a mercoledì 29 luglio il centro d’arte contemporanea sardo ospita installazioni permanenti, performance e una passeggiata guidata da un’intelligenza artificiale, per mettere in relazione linguaggi artistici contemporanei, tecnologie digitali e il territorio dell’Ogliastra, dove nasce nel 2024 e opera il MAB.
Con la direzione artistica di Nicoletta Zonchello, il festival connette una serie di ospiti con provenienze e ambiti diversi (ingegneria elettronica, geometria sacra, urbanistica, danza, musica elettronica, street art) per convergere su un terreno comune: l’uso della tecnologia come medium che altera la relazione tra corpo, spazio e immagine.
Vi partecipano: l’urbanista e film-maker Lorenzo Tripodi, cofondatore a Firenze negli anni Novanta del collettivo ogino:knauss e di Tesserae Urban Social Research a Berlino nel 2011; l’artista e tecnologo creativo Riccardo Mantelli, docente presso Domus Academy e NABA Milano, che si presenta al MAB anche col suo alias Naim Al-Khidr; da Torino il collettivo di danza Kairigai; l’artista e ingegnere elettronico cagliaritano Felice Colucci; l’artista sonoro e visivo, docente di musica elettronica al Conservatorio di Cagliari, Daniele Ledda e l’urban artist nuorese Elisa Fiore, che si firma come Floredumal.
IMAGOMARE si inserisce nel programma di ricerca del MAB sul rapporto tra arte, nuovi media e tecnologie emergenti, ampliandone la dimensione pubblica nel periodo di massima affluenza turistica in Ogliastra. Durante la settimana del festival resta visitabile al MAB anche la mostra Horacio Garcia Rossi: GRAVitazioni tra Parigi e la Sardegna, realizzata in collaborazione con la Galleria Lelia Mordoch (Parigi–Miami), aperta fino al 13 settembre.
“I lavori in programma convergono attorno al concetto della ‘soglia’ – spiega l’artista e curatrice Nicoletta Zonchello – Uno specchio sospende la propria funzione di restituire un’immagine; una superficie di luce risponde alla distanza di chi la avvicina (The Distance Touches, di Enrico Colucci); una voce artificiale guida i corpi verso il collasso tra spazio percepito e spazio reale (Soglia di pressione, del Collettivo Kairigai); una città si dilata oltre i propri confini fisici fino a farsi piattaforma (Urbiquità, di Lorenzo Tripodi); un’intelligenza artificiale assume lo sguardo al posto del corpo umano (PhAI, di Riccardo Mantelli). In ciascun caso la tecnologia altera, sospende o rovescia la relazione consueta tra soggetto, immagine e spazio”.
IL PROGRAMMA
Il via al festival è sabato 25 luglio alle 21 con le prime due performance in cartellone e l’inaugurazione delle mostre The Absent Reflection / Speculum Nullum, di Riccardo Mantelli e The Distance Touches di Enrico Colucci, installazioni fisse visibili fino al 29 luglio: la prima è un’installazione luminosa che reagisce alla presenza del pubblico: la soglia di luce muta al variare della distanza e del movimento di chi le si avvicina; nella seconda uno specchio-scultura interattivo che si rifiuta di riflettere: al posto dell’immagine restituisce un’assenza, trasformando lo specchio da superficie di riconoscimento a soglia di contemplazione.
Il cortile del MAB è lo scenario di Convergenze ritmiche in dattilotessitura di Davide Tocco, in apertura di serata. L’artista lavora dal vivo su una macchina da scrivere: il suono della battitura viene ripreso, amplificato e trasformato in tempo reale, mentre il pubblico segue la composizione del lavoro tessile in corso d’opera.
A seguire, alle 22 laperformance di live coding e mapping in chiave algorave Khem, di Naim Al-Khidr, il nome iniziatico di Riccardo Mantelli, che rappresenta un’esplorazione all’incrocio tra arte, tecnologia e misticismo. Nella performance immagini e suono sono generati e trasformati dal vivo attraverso il codice, in un set pensato come attraversamento percettivo più che come sequenza di immagini da contemplare.
Domenica 26 luglio altri due appuntamenti. Il primo è PhAI – Drifting Version, di Riccardo Mantelli, con partenza all’esterno del MAB alle 18.30: una passeggiata guidata – ‘dal Muro al Mare’, dallo sguardo di un’intelligenza artificiale che osserva il paesaggio al posto del pubblico. Durante il percorso vengono stampati brevi “scontrini” con le visioni generate dalla rete neurale, condivisi anche via Telegram. PhAI fa parte del progetto Disobedient Objects.
Alle 21, invece, si torna in pianta stabile nel cortile del MAB, dove Lorenzo Tripodi presenta, con l’accompagnamento di proiezioni, il suo libro Urbiquità. La città ovunque (Agenzia X, 2024). Nel volume un diario di navigazione nel paesaggio urbano in trasformazione, tra teoria e pratiche artistiche: la città come dispositivo di produzione di immagini più che come luogo fisico.
Lunedì 27 luglio spazio alla danza con il Collettivo Kairigai, sotto i riflettori con Soglia di pressione: tre performer abitano uno spazio scenico tracciato a terra, che si frammenta progressivamente in una geometria sempre più stretta. Una voce artificiale, ispirata ai sistemi di navigazione satellitare, guida la performance mettendo in scena la crisi del rapporto tra corpo, orientamento e controllo dello spazio.
Dopo un giorno di pausa, martedì 28 luglio, mercoledì 29 luglio il festival si conclude con una serata tra musica e immagini. Alle 21 riflettori puntati su Daniele Ledda con Atlante Cinetico, per Clavius e falsi movimenti, una performance sonora e visiva in cui il corpo del musicista diventa parte della composizione: produzione del suono e azione fisica nello spazio si fondono in un unico ecosistema generativo in cui ogni gesto è, al contempo, suono, traiettoria e pensiero. Suggella, alle 22, la chiusura di IMAGOMARE un live painting di Elisa Flore, alias Floredumal, che intreccia influenze dell’urban art e della street art con tecniche miste costruendo una scrittura visiva fondata su colore acceso e segno netto. La ricerca dell’artista nuorese si concentra sulla tensione tra bellezza e imperfezione, tradotta in immagine a partire da un vocabolario emotivo complesso.
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Ufficio stampa: Maria Carrozza


