Giovedì 8 ottobre alle 18 la Galleria Siotto di Cagliari inaugura la nuova stagione espositiva con la mostra curata da Alice Deledda. Una quindicina di fotografie riportano nel quartiere di Castello e a una ricerca nata durante una passeggiata notturna accompagnata, quasi per caso, dalla musica di Chopin.
Una passeggiata nel quartiere di Castello, la luce artificiale sui vecchi palazzi e un Notturno di Chopin che arriva da una finestra. È da questa coincidenza di immagini e suoni che prende origine Notturno, il progetto fotografico di Antonio Loi che, a distanza di trent’anni, torna in mostra a Cagliari con una selezione di una quindicina di fotografie in bianco e nero.
L’esposizione, curata da Alice Deledda, inaugura giovedì 8 ottobre alle 18 la nuova stagione della Galleria Siotto dopo la pausa estiva e resterà visitabile fino al 25 ottobre. Al centro c’è Castello, osservato attraverso lo sguardo di un fotografo che da decenni utilizza Cagliari come terreno privilegiato della propria ricerca sul paesaggio urbano.

La genesi del lavoro parte da una sera trascorsa nel quartiere storico. Mentre Loi camminava tra i palazzi, da una finestra arrivavano le note di un Notturno di Chopin. La musica, la città e la luce costruirono una corrispondenza che il fotografo trasformò nel punto di partenza di una ricerca. Quelle immagini vengono ora riproposte, restituendo non soltanto un paesaggio urbano, ma anche la distanza temporale che separa la Cagliari fotografata allora da quella contemporanea.
«Antonio Loi, fotografo attratto dal paesaggio antropizzato, porta avanti nella sua città, Cagliari, una ricerca infinita sullo spazio urbano inteso come un laboratorio fotografico infinito», scrive Alice Deledda nelle note che accompagnano la mostra. Un’indagine che si muove «dal centro alla periferia» e cerca, attraverso gli elementi contingenti e transitori della città, quelli che la curatrice definisce i suoi aspetti «più ancestrali e grotteschi».
In Notturno questa ricerca si concentra su un luogo con il quale Loi conserva un rapporto personale che risale all’infanzia. Castello diventa così contemporaneamente soggetto fotografico, spazio della memoria e territorio nel quale leggere le trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Deledda descrive l’autore come uno «spettatore sconsolato» davanti ai cambiamenti del rione storico, giudicati dall’artista non sempre positivamente.
Nato a Cagliari nel 1948, Loi ha iniziato a definire la propria ricerca fotografica nei primi anni Settanta. Dal 1973 al 2007 ha insegnato discipline plastiche al Liceo Artistico di Cagliari, sviluppando parallelamente un lavoro fotografico legato soprattutto a esigenze di ricerca personale piuttosto che alla committenza.
Il paesaggio antropizzato è diventato progressivamente uno dei nuclei del suo lavoro: uno spazio nel quale osservare conflitti e contraddizioni e interrogare le trasformazioni della città. Una concezione che trova una sintesi nell’idea, indicata dallo stesso autore nel suo profilo biografico, secondo cui la fotografia non conserva il paesaggio, ma può conservarne il senso critico.
Le prime personali di Loi furono ospitate dalla Galleria Photo 13 di Cagliari, indicata nei materiali della mostra come il primo spazio cittadino dedicato alla fotografia. In seguito ha esposto in spazi pubblici e privati in Sardegna, nella penisola e, in alcune occasioni, all’estero. Tra i suoi progetti figura anche un lavoro dedicato a Giacomo Leopardi, sviluppato tra Napoli e Torre del Greco e presentato a Cagliari all’EXMA in occasione delle manifestazioni per il bicentenario della nascita del poeta.
Notturno sarà visitabile alla Galleria Siotto fino al 25 ottobre, dal giovedì alla domenica, dalle 18 alle 20. L’inaugurazione è in programma giovedì 8 ottobre alle 18.



