Trenta saxofoni raccontano l’Italia: al SEARCH la storia dello strumento tra ingegno e immaginario

Dall’1 al 4 ottobre, nell’ambito della 29ª edizione di Forma e Poesia nel Jazz, il Museo del Saxofono di Fiumicino porta a Cagliari SaxItaly & Women in Sax. In mostra trenta strumenti d’epoca e altrettante fotografie dedicate alle donne saxofoniste. Tra le rarità il soprillo, il Selmer appartenuto a Gianni Basso e un saxofono sub-contrabbasso alto più di tre metri.

Trenta saxofoni raccontano l’Italia: al SEARCH la storia dello strumento tra ingegno e immaginario

Dall’1 al 4 ottobre, nell’ambito della 29ª edizione di Forma e Poesia nel Jazz, il Museo del Saxofono di Fiumicino porta a Cagliari SaxItaly & Women in Sax. In mostra trenta strumenti d’epoca e altrettante fotografie dedicate alle donne saxofoniste. Tra le rarità il soprillo, il Selmer appartenuto a Gianni Basso e un saxofono sub-contrabbasso alto più di tre metri.

Trenta saxofoni d’epoca da una parte, trenta fotografie dall’altra. In mezzo quasi due secoli di invenzioni, manifatture, musicisti e trasformazioni sociali. Dall’1 al 4 ottobre il SEARCH di Cagliari ospita SaxItaly & Women in Sax – Il saxofono italiano tra storia, invenzione e immaginario, mostra del Museo del Saxofono di Fiumicino inserita nel programma della 29ª edizione di Forma e Poesia nel Jazz.

L’esposizione, realizzata in coproduzione con Orientare srl, costruisce il proprio racconto attraverso due prospettive complementari. SaxItaly segue la storia materiale dello strumento e il contributo italiano alla sua evoluzione; Women in Sax sposta invece l’attenzione sulle persone, recuperando attraverso la fotografia la presenza femminile nella storia del saxofono dalla fine dell’Ottocento lungo il Novecento.

L’inaugurazione è prevista giovedì 1 ottobre alle 12 e sarà accompagnata dalla presentazione del volume di Attilio Berni Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale, pubblicato quest’anno dal Museo del Saxofono con il contributo del Ministero della Cultura. La mostra resterà aperta fino a domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 20.

Il punto di partenza è un’invenzione nata nella Francia dell’Ottocento dall’intuizione di Adolphe Sax, ma il percorso cagliaritano si concentra soprattutto su ciò che avvenne successivamente in Italia. Fabbriche, artigiani e inventori lavorarono nel tempo su tecniche costruttive, brevetti e soluzioni progettuali, accompagnando uno strumento destinato a muoversi tra mondi musicali molto differenti: le bande, la musica colta, il jazz, il cinema e la musica popolare.

I trenta strumenti selezionati permettono di osservare questa storia attraverso gli oggetti. Non soltanto come testimonianze musicali, dunque, ma come prodotti dell’ingegno tecnico e della manifattura, capaci di raccontare anche l’industria e l’artigianato italiani.

Alcuni esemplari spingono agli estremi le dimensioni della famiglia dei saxofoni. Il percorso comprende un soprillo lungo appena 32 centimetri e, sul versante opposto, un saxofono sub-contrabbasso che supera i tre metri d’altezza. Accanto a questi trova spazio il Selmer Super Balanced Action appartenuto a Gianni Basso, uno dei protagonisti della storia del jazz italiano, entrato nel 2026 nella collezione del Museo di Fiumicino.

Tra le rarità annunciate figura anche un Conn O-Sax in Fa degli anni Trenta. L’insieme permette così di osservare quanto lontano si sia spinta, nel corso del tempo, la ricerca intorno a forme, registri, dimensioni e possibilità sonore dello strumento.

La sezione SaxItaly trova un corrispettivo editoriale nel recente lavoro di Attilio Berni. Il saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale è il risultato di un lungo lavoro di acquisizione e ricerca sugli strumenti conservati dal Museo. Il volume ricostruisce la presenza del saxofono nel Paese non soltanto sul piano musicale, ma anche attraverso la storia della produzione, delle innovazioni tecniche e dell’immaginario che si è sviluppato intorno allo strumento.

È proprio quest’ultimo aspetto ad aprire la seconda parte della mostra. Con Women in Sax gli strumenti lasciano spazio ai volti.

Le trenta fotografie d’epoca provengono dall’archivio del Museo e dal progetto sviluppato da Berni insieme a Ermira Shurdha. Le immagini documentano donne che hanno imbracciato il saxofono dalla fine dell’Ottocento in avanti, in un periodo nel quale l’accesso femminile alla professione musicale e, in particolare, agli strumenti a fiato era condizionato da convenzioni sociali e opportunità molto diverse da quelle riservate agli uomini.

Il progetto non si propone come una successione delle saxofoniste più celebri. L’obiettivo dichiarato dal Museo è piuttosto recuperare un patrimonio iconografico e ricostruire storie rimaste spesso ai margini della narrazione musicale: interpreti attive nei circuiti dello spettacolo, nelle formazioni familiari e in differenti contesti della musica americana ed europea.

Il passaggio dagli strumenti alle fotografie modifica così la prospettiva della mostra. Lo stesso saxofono può essere osservato come invenzione tecnologica, prodotto industriale e oggetto da collezione, ma anche come elemento di una storia sociale e culturale che attraversa il Novecento.

A guidare il progetto è Attilio Berni, direttore del Museo del Saxofono di Fiumicino, musicista, collezionista e studioso che da oltre trent’anni conduce ricerche storiche e organologiche sugli strumenti a fiato. Il museo che dirige a Maccarese conserva circa seicento strumenti, tra esemplari storici e rarità provenienti da differenti Paesi.

La sua presenza a Cagliari non si limiterà alla curatela dell’esposizione. Nei quattro giorni sono previste anche tre conferenze-spettacolo nelle quali divulgazione, strumenti storici, immagini ed esecuzioni musicali diventano parti dello stesso racconto.

Venerdì 2 ottobre alle 16 SaxItaly – The Italian Saxophone Story ripercorrerà il rapporto tra lo strumento e l’Italia attraverso costruttori, inventori, musicisti, brevetti, industria e spettacolo. Sabato 3 alle 11.30 SaxAppeal – Da anonima pipa di nichel a icona dell’erotismo affronterà invece la costruzione dell’immaginario legato al saxofono, con particolare attenzione al cinema e al modo in cui il suo suono è stato progressivamente associato alla sensualità.

Domenica 4 ottobre, sempre alle 11.30, sarà infine la volta di Saxophobia, racconto delle metamorfosi dello strumento dalla sua nascita alla progressiva affermazione come una delle presenze più riconoscibili della musica moderna e del jazz.

La mostra occupa così uno spazio particolare all’interno di Forma e Poesia nel Jazz. Nell’edizione 2026, intitolata Analogico futuro, il festival diretto da Nicola Spiga affianca ai concerti incontri, passeggiate, attività all’aperto e occasioni di approfondimento. Portare al SEARCH strumenti costruiti nel corso di epoche differenti significa osservare il jazz anche dalla prospettiva della sua cultura materiale: prima del suono ci sono metallo, meccanica, brevetti, mani che costruiscono e altre che imparano a trasformare quegli oggetti in musica.

SaxItaly & Women in Sax sarà visitabile dall’1 al 4 ottobre al SEARCH – Sede espositiva dell’Archivio storico comunale, in largo Carlo Felice 2 a Cagliari. L’apertura al pubblico è prevista dalle 10 alle 20.

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