Dal 9 ottobre il MuA – Museo e Archivio ospita una tappa della mostra internazionale dedicata ai vincitori della 69ª edizione del World Press Photo Contest. In esposizione i lavori selezionati tra 57.376 fotografie di 3.747 autori provenienti da 141 Paesi.
Dalle guerre alla crisi climatica, dalle migrazioni alle proteste, fino alle storie che si consumano lontano dall’attenzione delle cronache internazionali. Dal 9 ottobre il MuA – Museo e Archivio di Sinnai ospita la World Press Photo Exhibition 2026, tappa sarda della mostra itinerante che raccoglie i lavori premiati nella 69ª edizione del World Press Photo Contest.
Sono 42 i fotografi premiati quest’anno, scelti tra 57.376 immagini presentate da 3.747 fotografi di 141 Paesi. Numeri che restituiscono la dimensione internazionale di un concorso nato per riconoscere il fotogiornalismo e la fotografia documentaria e che, dopo l’apertura della mostra principale ad Amsterdam il 24 aprile, porta ogni anno le immagini vincitrici in decine di città del mondo.
La selezione del 2026 attraversa alcuni dei nodi centrali della contemporaneità. Ci sono i conflitti e le loro conseguenze sulla popolazione civile, dall’Ucraina alla Palestina e al Sudan; le trasformazioni prodotte dalla crisi climatica; le proteste e i movimenti per i diritti; ma anche vicende meno esposte alla circolazione globale delle notizie, storie di resistenza, ricostruzione, vita quotidiana e tradizioni culturali.
È proprio nell’accostamento tra avvenimenti riconoscibili e storie rimaste ai margini che la mostra costruisce il proprio racconto. Le fotografie non funzionano soltanto come testimonianze di singoli fatti: riunite nello stesso percorso, mostrano modi differenti di utilizzare l’immagine documentaria per osservare le conseguenze delle trasformazioni politiche, sociali e ambientali sulle persone e sui territori.
La selezione è il risultato di un processo articolato su base regionale. Sei giurie hanno esaminato i lavori provenienti dalle rispettive aree geografiche; successivamente una giuria globale, composta dai presidenti delle sei giurie regionali e dalla presidente Kira Pollack, ha individuato i vincitori. Complessivamente hanno partecipato al processo di selezione 31 professionisti indipendenti.
Tra le immagini esposte c’è anche la fotografia scelta come World Press Photo of the Year 2026: Separated by ICE della fotogiornalista statunitense Carol Guzy, realizzata per ZUMA Press e iWitness, per il Miami Herald. Lo scatto documenta la separazione di una famiglia all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York il 26 agosto 2025, dopo che un uomo era stato fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement al termine di un’udienza sull’immigrazione.
Accanto alla fotografia di Guzy, la giuria ha indicato come finalisti Aid Emergency in Gaza di Saber Nuraldin, per EPA Images, e The Trials of the Achi Women di Victor J. Blue, realizzato per The New York Times Magazine. I tre lavori emergono da una selezione che non stabilisce invece una gerarchia tra gli altri vincitori delle diverse categorie.
La tappa di Sinnai inserisce così il MuA nel percorso internazionale di un’esposizione che World Press Photo porta nel corso dell’anno in oltre sessanta località. In Italia la mostra è passata nel 2026 anche dal Palazzo Esposizioni di Roma e dal Festival della Fotografia Etica di Lodi, mentre a fine ottobre è prevista l’apertura alla Galleria Modernissimo di Bologna.


