Dall’1 al 4 ottobre la XXIII Stagione concertistica dell’Orchestra da Camera della Sardegna rende omaggio al contrabbassista gavoese. In programma Yasuaki Hiura, il Trio Sheliak, Vincenzo Bolognese e il Gavino Murgia Organ Trio, tra musica da camera, Paganini, jazz e attività dedicate agli studenti. La rassegna proseguirà a dicembre.
Quattro giorni di musica per ricordare Franco Sale nel paese in cui era nato e al quale aveva scelto di tornare dopo una lunga carriera. Da giovedì 1 a domenica 4 ottobre Gavoi ospita la prima parte della XXIII Stagione concertistica dell’Orchestra da Camera della Sardegna, fondata dal violinista e direttore d’orchestra Simone Pittau. Un’edizione dedicata al contrabbassista gavoese, scomparso nel 2026, che aveva legato una parte importante della propria attività professionale al Teatro dell’Opera di Roma.
Il programma attraversa repertori e linguaggi differenti, dalla musica classica e barocca alla grande letteratura violinistica dell’Ottocento, fino al jazz e all’incontro con le matrici musicali della Sardegna. Una pluralità che si riflette anche negli interpreti chiamati a Gavoi: il chitarrista giapponese Yasuaki Hiura, il Trio Sheliak, il violinista Vincenzo Bolognese e il sassofonista e polistrumentista Gavino Murgia.
«Nell’edizione di quest’anno della nostra stagione celebriamo un grandissimo artista la cui carriera è stata ricca di collaborazioni internazionali, incisioni discografiche, tour in tutto il mondo e concerti memorabili», spiega Simone Pittau. Il direttore artistico sottolinea anche l’attenzione rivolta ai più giovani, con attività didattiche e laboratoriali nell’Istituto comprensivo e nell’Auditorium di Gavoi.
La Stagione prende il via giovedì 1 ottobre alle 18 nella parrocchia di San Gavino con Duo a 24 corde. Protagonisti sono Marco Meloni e Yasuaki Hiura, impegnati in un concerto per due chitarre tra musica classica e barocca. Nato a Tokyo, Hiura ha studiato in Giappone e successivamente in Europa, perfezionandosi tra Francia, Spagna e Italia; dal 1993 porta avanti un’attività concertistica che lo ha condotto a esibirsi sia in Giappone sia all’estero.
La presenza dei due chitarristi prosegue la mattina successiva. Venerdì 2 ottobre alle 11 Meloni e Hiura incontrano studentesse e studenti dell’Istituto comprensivo di Gavoi per una lezione-concerto, facendo entrare nella Stagione anche una dimensione formativa che affianca gli appuntamenti serali.
Alle 18 si torna nella parrocchia di San Gavino con il Trio Sheliak, formato da Emanuele Brilli al violino, Matilde Michelozzi al violoncello e Sergio Costa al pianoforte. Nato a Firenze nel 2019, l’ensemble si è fatto strada negli ultimi anni nel panorama cameristico italiano ed europeo. Nel 2025 ha ottenuto il primo premio ex aequo al Premio internazionale di musica da camera Giangrandi-Eggmann; nel suo percorso figurano anche il Premio «Piero Farulli» nell’ambito del Premio della critica musicale «Franco Abbiati» 2024, il terzo premio al Gianni Bergamo Classic Music Award e riconoscimenti ai concorsi Luigi Nono e Alberto Burri.
Sabato 3 ottobre alle 18 la scena resta nella parrocchia di San Gavino ma passa interamente al violino. Vincenzo Bolognese affronta i 24 Capricci di Niccolò Paganini, uno dei vertici del repertorio virtuosistico per violino solo. Bolognese è violino di spalla dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma: un legame professionale con la stessa istituzione nella quale lavorò Franco Sale che conferisce al concerto un significato particolare all’interno dell’omaggio.
I ventiquattro Capricci op. 1 non rappresentano soltanto un banco di prova tecnico. Paganini vi concentra un vocabolario violinistico che porta lo strumento verso possibilità allora estreme, facendo convivere difficoltà esecutiva, invenzione timbrica e costruzione musicale. Affrontare l’intero ciclo significa dunque misurarsi con una delle architetture fondamentali della storia del violino.
Domenica 4 ottobre la prima parte della Stagione cambia spazio e linguaggio. Alle 18, nella Sala Polivalente, arriva il Gavino Murgia Organ Trio. Il musicista nuorese, al sassofono, voce e campane, suona con Mauro Mulas alle tastiere e al sintetizzatore e Daniele Russo alle percussioni.
Il concerto è costruito sulle composizioni originali di Murgia e sul terreno che da tempo caratterizza la sua ricerca: il jazz come spazio aperto all’incontro con altre tradizioni musicali, a partire da quelle della Sardegna. Nel trio il suono del sassofono e la componente vocale dialogano con tastiere, sintetizzatore e percussioni, spostando la chiusura della prima parte della rassegna dalla dimensione cameristica dei giorni precedenti verso l’improvvisazione e la contaminazione tra linguaggi.
Il filo che tiene insieme i quattro giorni resta però Franco Sale. Nato a Gavoi nel 1949, si avvicinò alla musica in un ambiente nel quale erano ancora fortemente presenti le pratiche musicali del paese, prima di costruire altrove la propria carriera professionale. Il rapporto con Gavoi non si interruppe: dopo l’attività fuori dalla Sardegna scelse di rientrare nel paese d’origine. Già nel gennaio 2024 un concerto nella chiesa di San Gavino ne aveva ripercorso pubblicamente la vicenda artistica.
La XXIII Stagione non termina con gli appuntamenti di ottobre. Il programma riprenderà a dicembre con una seconda parte che annuncia Marco Morricone, la DisOrchestra, il duo formato dalla pianista Gilda Buttà e dal violoncellista Luca Pincini, Simone Pittau e la stessa Orchestra da Camera della Sardegna. Date e articolazione dei singoli concerti saranno comunicate successivamente.
Fondata nel 2004 da Simone Pittau, l’Orchestra da Camera della Sardegna ha costruito la propria attività mettendo insieme musicisti dell’isola e strumentisti sardi attivi fuori dalla Sardegna, affiancando al repertorio classico progetti aperti al jazz e ad altri linguaggi. Nel suo percorso figurano collaborazioni con musicisti come Luis Bacalov, Ivry Gitlis, Peter Erskine, Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura e Chick Corea.
Proprio dall’incontro con Corea è nato Sardinia – A Night of Mozart & Gershwin, pubblicato nel 2023 e ricavato dalla registrazione di un concerto del 2018, con il pianista statunitense solista e l’Orchestra da Camera della Sardegna diretta da Pittau. Il disco ha ottenuto una candidatura ai 66th Grammy Awards nella categoria Best Classical Compendium.


