Sanluri, undici spettacoli tra prosa, musica e danza per la nuova stagione dell’Akinu Congia

Dal 22 ottobre ad aprile il Teatro Comunale ospita la stagione 2026-2027 del CeDAC. In cartellone Ettore Bassi, Ugo Dighero, Mario Tozzi con Enzo Favata, Andrea Zorzi, Antonella Attili e Alice De André, accanto alla musica di Matteo Muntoni e alla danza di Francesca La Cava.

Undici titoli, da ottobre ad aprile, per attraversare teatro, musica e danza mettendo in relazione classici e drammaturgia contemporanea, mito e scienza, sport, paesaggio sonoro e questioni del presente. Il Teatro Comunale “Akinu Congia” di Sanluri presenta la Stagione di Prosa | Danza | Musica 2026-2027, organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e della Città di Sanluri e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Il sipario si alza giovedì 22 ottobre alle 20.30 con Questo matrimonio non s’ha da fare, melologo per voce recitante e pianoforte costruito intorno a I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Ettore Bassi è accompagnato dal pianista e compositore Marco Beretta, autore delle musiche originali, con la regia di Alberto Oliva. La rilettura segue Renzo e Lucia e i personaggi del romanzo intrecciando parola e musica, vicende individuali e sfondo storico.

Il secondo appuntamento, domenica 15 novembre alle 20.30, coincide con un anniversario significativo: nel centenario della nascita di Dario Fo, Ugo Dighero interpreta Lu Santo Jullare Francesco, di Fo e Franca Rame, nell’adattamento e con la regia di Giorgio Gallione. Al centro c’è Francesco d’Assisi raccontato attraverso la tradizione del giullare, in una forma teatrale che rimanda all’esperienza di Mistero Buffo. Fo, nato nel 1926 e Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, ha costruito proprio sull’eredità della narrazione popolare, della satira e della figura del giullare una parte fondamentale della propria ricerca teatrale.

Il 13 dicembre la stagione cambia linguaggio con Atlas / Il Suono del Tempo di Matteo Muntoni. Il compositore e direttore guida un ensemble di archi, fiati, chitarre, pianoforte, elettronica, basso, contrabbasso e percussioni in un’opera aperta che mette in relazione scrittura e improvvisazione. Il riferimento simbolico è Atlante, il Titano condannato a sostenere la volta celeste, assunto come figura attraverso cui interrogare le pressioni e le complessità del presente.

Parola scientifica, musica ed elettronica si incontrano il 12 gennaio in Geografie Mistiche, con il geologo Mario Tozzi e Enzo Favata ai sassofoni, clarinetti ed elettronica. Lo spettacolo parte da miti, magie e racconti tramandati nel tempo per interrogarsi sulla loro possibile relazione con fenomeni naturali e luoghi reali. La narrazione di Tozzi dialoga con il paesaggio sonoro costruito dal musicista sardo, tra divulgazione scientifica e immaginario.

Lo sport entra invece in teatro il 15 febbraio con La Magnifica Imperfezione / Giro del mondo di una palla in volo, scritto e diretto da Nicola Zavagli. In scena Andrea Zorzi, uno dei protagonisti della stagione della nazionale italiana di pallavolo guidata da Julio Velasco, e Beatrice Visibelli. La storia della pallavolo diventa il filo di un racconto che attraversa continenti, competizioni e trasformazioni sociali, intrecciando memoria personale e storia dello sport.

Il 26 febbraio arrivano I Sacchi di Sabbia con Troilo e Cressida, da William Shakespeare, interpretato da Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri e Enzo Illiano. La relazione fra i due giovani protagonisti si consuma sullo sfondo della guerra di Troia, mentre nella rilettura della compagnia l’idea della tregua assume le sembianze paradossali di una competizione sportiva: una chiave tragicomica per mettere in scena il rapporto tra guerra e pace.

Il 14 marzo Contratto / Dialogo per un Rapporto di Coppia porta sul palco Alice Bertini, autrice del testo, e Federico Gatti, con la regia dello stesso Gatti insieme a Eduardo Rinaldi. Una donna e un uomo provano a progettare razionalmente la propria relazione prima ancora di viverla, stabilendo regole e condizioni per prevenire crisi e incomprensioni. Da questo dispositivo nasce una riflessione sulle aspettative legate alla coppia, alla famiglia, alla fertilità e alla realizzazione individuale.

Con Resounding, il 20 marzo, la scena passa alla danza contemporanea. La coreografia di Francesca La Cava, con musica originale e live electronics di Marco Ariano, lavora sull’ascolto dei paesaggi sonori e sulla relazione fra mondo umano, animale, vegetale e minerale. Lo spettacolo prevede anche un’interazione con gli spettatori, chiamati a intervenire sulla costruzione della sequenza drammaturgica.

Il 26 marzo Antonella Attili, Giancarlo Commare e Ania Rizzi Bogdan sono protagonisti di Bandiera, scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci, che firma anche la regia. L’irruzione di un giovane nella casa di un primo ministro e il sequestro della moglie del politico e della governante aprono una vicenda sospesa tra paradosso, fantascienza e allegoria, nella quale entrano temi come diseguaglianze economiche, debito, potere e responsabilità collettive.

Il 10 aprile torna un classico del Novecento con Il Berretto a Sonagli di Luigi Pirandello, con Irma Ciaramella, Ivano Falco, Gino Auriuso, Margherita Patti, Gioele Rotini e Ottavia Orticello. La regia è dello stesso Auriuso. Gelosia, adulterio, reputazione e convenzioni sociali sono gli ingranaggi del meccanismo pirandelliano, nel quale il confine tra verità e follia diventa lo strumento attraverso cui preservare l’ordine delle apparenze.

A chiudere il percorso, il 18 aprile, sarà Alice (non canta) De André, scritto e interpretato da Alice De André. Nipote di Fabrizio e figlia di Cristiano De André, l’attrice e performer parte dal peso di un cognome immediatamente riconoscibile per costruire un autoritratto teatrale dedicato all’identità, alle aspettative e alla ricerca di una propria voce. Non uno spettacolo su Fabrizio De André, dunque, ma il racconto di ciò che significa crescere dentro un’eredità familiare e artistica e provare, allo stesso tempo, a definire il proprio percorso.

Tra Manzoni e Pirandello, Shakespeare e Fo, creazione contemporanea, jazz, divulgazione e danza, la stagione dell’Akinu Congia costruisce così un percorso volutamente trasversale. Un cartellone che utilizza linguaggi differenti per affrontare temi che vanno dalla guerra alle relazioni, dal potere alla scienza, dalla memoria familiare al rapporto tra essere umano e natura.

LE ULTIME

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_imgspot_img