Spaziomusica Orbitae, suono e immagine al Conservatorio: tre progetti per “Soundtrack”

Martedì 1° settembre la 45ª edizione del festival prosegue a Cagliari con le esperienze dei Conservatori di Cesena/Rimini, La Spezia e Perugia. Alle 19 “D’Ance” con Raffaele Damen e Gabriele Giampaoletti. Mercoledì la produzione collettiva di Soundtrack e “Derma” di Massimiliano Furia.

Entra subito nel vivo la 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae. Domani, martedì 1° settembre, il Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari ospita una nuova giornata dedicata al rapporto tra suono e immagine, materia acustica ed elaborazione elettronica, con quattro differenti progetti.

A partire dalle 18 prosegue “Soundtrack – Suoni in tempo reale per immagini in movimento”, progetto che riunisce studenti provenienti da diversi Conservatori italiani intorno alla costruzione dal vivo del rapporto tra musica e immagini. Dopo il confronto inaugurale tra Cagliari e Sassari, la seconda giornata allarga la prospettiva alle esperienze di Cesena/Rimini, La Spezia e Perugia.

Non si tratta semplicemente di aggiungere una colonna sonora a un’immagine già definita. Composizione, live electronics, elaborazione audiovisiva e performance concorrono alla costruzione di una narrazione nella quale elemento visivo e materia sonora possono modificarsi e ridefinirsi reciprocamente.

Ad aprire il pomeriggio sarà “Dove il metallo rinasce”, progetto del Conservatorio di Cesena/Rimini firmato da Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino e Andrea Pondini. Il metallo diventa materia sonora: attraverso l’impiego di attuatori, il suono viene fatto vibrare sulle lastre, attraversando successive trasformazioni senza perdere completamente la traccia della sorgente originaria.

Dal Conservatorio della Spezia arriva invece “A._[sT]-E’.r,”, lavoro di Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi ed Erica Vincenti. Tre scene costruiscono un viaggio audiovisivo attraverso una galassia, affidando ad astri, vuoto e caos materiale altrettanti territori percettivi nei quali immagini e suoni vengono continuamente trasformati.

Con “Liminal Spaces” lo sguardo ritorna sulla Sardegna. Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli, dal Conservatorio di Perugia, lavorano sui paesaggi sonori raccolti lungo il Cammino di Santa Barbara. La live electronics cattura e rielabora le tracce acustiche del territorio, muovendosi lungo una soglia tra riconoscibilità dei luoghi e trasformazione elettronica, memoria del paesaggio ed esperienza presente.

“D’Ance”, tra respiro acustico ed elettronica

Alle 19, sempre al Conservatorio, la prospettiva cambia con “D’Ance”, concerto per sassofono, fisarmonica ed elettronica interpretato da Raffaele Damen alla fisarmonica e Gabriele Giampaoletti al sassofono.

Due strumenti nei quali il respiro e la fisicità del gesto hanno un ruolo determinante vengono messi in relazione con l’elettronica. Il trattamento digitale non costituisce uno sfondo, ma interviene direttamente sulla materia musicale attraverso sovrapposizioni, interferenze e trasformazioni timbriche.

Il programma comprende “Di vita propria I” di Davide Wang, “Hyperion” di Giulio Colangelo, “Grab-it” di Jacob TV e “Interferenze” di Paolo Geminiani, quattro lavori che affrontano da prospettive differenti la relazione tra scrittura, interprete, gesto strumentale ed elaborazione del suono.

Mercoledì la produzione collettiva di Soundtrack

Il percorso sviluppato nelle prime giornate raggiungerà una prima sintesi mercoledì 2 settembre alle 18, quando Soundtrack riunirà gli studenti dei Conservatori coinvolti in una produzione collettiva.

La conduction sarà affidata a Daniele Ledda, in collaborazione con Ticonzero. Parteciperanno Elia Aresu, Nicola Vacca, Emanuele Sara, Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino, Andrea Pondini, Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi, Erica Vincenti, Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli, provenienti dai Conservatori di Cagliari, Sassari, Cesena/Rimini, La Spezia e Perugia.

Le differenti esperienze presentate separatamente confluiranno così in un unico organismo sonoro, coordinato in tempo reale attraverso la conduction.

Daniele Ledda - foto di Sara Deidda

Massimiliano Furia e la materia acustica di “Derma”

Alle 19 la traiettoria cambia ancora con “Derma”, concerto per percussioni di Massimiliano Furia. Dopo il lavoro sull’elettronica e sulle tecnologie audiovisive, il progetto riporta l’ascolto alla dimensione fisica e originaria del suono: nessuna elettronica, ma pelli, legno e metalli chiamati a generare frequenze, risonanze e paesaggi sonori.

Anche lo spazio diventa parte della performance. L’unica amplificazione sarà quella naturale dell’ambiente, in una relazione diretta tra gesto dell’interprete, materia percossa, silenzio e propagazione della risonanza.

Il passaggio dalla dimensione collettiva e tecnologica di Soundtrack alla radicalità acustica di “Derma” restituisce una delle direttrici di Orbitae 2026: mettere in relazione strumenti tradizionali e dispositivi digitali, materia e tecnologia, immagini, corpo e gesto senza stabilire una gerarchia tra i diversi linguaggi.

Derma, Massimiliano Furia

Le Orbitae di Spaziomusica

Nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo, l’Associazione Spaziomusica arriva nel 2026 alla quarantacinquesima edizione del festival. Il titolo “Orbitae” richiama traiettorie differenti che gravitano intorno a nuclei di innovazione, incontrandosi e modificandosi reciprocamente. Il programma continuerà fino al 29 settembre, tra musica acustica ed elettroacustica, live electronics, arti audiovisive, installazioni, performance e ricerca digitale, coinvolgendo anche il MAP – Make Arts Possible e lo IED di Cagliari.

Gli appuntamenti del programma principale hanno un costo di 2 euro per singolo concerto. Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.

[O.M.]

Raffaele Damen

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