Martedì 1° settembre l’undicesima edizione del festival diretto da Matteo Pastorino approda per la prima volta nella Piazzetta di Puntaldia con il vincitore dello STJ Contest 2025. In serata la jam al Food Lab. Mercoledì spazio allo STJ Lab per bambini e ragazzi, ai Far Side Quartet e agli USBeat.
Dall’esordio di una nuova location al ritorno dei giovani musicisti emersi nella scorsa edizione, fino alle jam session che riportano il jazz alla sua dimensione più libera e condivisa. Dopo l’anteprima di questa sera a Cala d’Ambra, martedì 1° settembre il San Teodoro Jazz entra nel vivo della sua undicesima edizione, sviluppando alcuni dei percorsi che negli anni hanno definito l’identità del festival diretto artisticamente da Matteo Pastorino.
Il primo appuntamento è alle 18.30 nella Piazzetta di Puntaldia, che entra per la prima volta nella geografia del festival. Sul palco il Marco Morandini Trio, con Marco Morandini al pianoforte, Giulio Pisu al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria.
Il concerto, realizzato in collaborazione con The Agency Sardinia, sponsor ufficiale della manifestazione, rappresenta anche la prosecuzione di un percorso cominciato nel 2025. Morandini è infatti il vincitore dello STJ Contest 2025 come miglior solista e il suo ritorno nel cartellone traduce in una nuova opportunità artistica il riconoscimento conquistato lo scorso anno.
Una scelta che indica la volontà del San Teodoro Jazz di non limitare il sostegno ai giovani musicisti al momento del concorso, ma di accompagnarne il percorso creando nuove occasioni di confronto con il pubblico. La stessa linea porterà mercoledì sul palco i Far Side Quartet, vincitori nel 2025 come migliore formazione.
La notte continua con le STJ Sessions
Dalla dimensione del concerto a quella dell’improvvisazione. Alle 22 al Food Lab prende il via la prima STJ Session dell’edizione 2026, con Alain Pattitoni alla chitarra, Mauro Dore al contrabbasso e Carlo Sezzi alla batteria.
Le session sono ormai uno degli elementi riconoscibili del festival. A un primo set affidato ai musicisti in programma segue infatti una jam aperta, nella quale il palco diventa uno spazio d’incontro tra artisti provenienti da esperienze e generazioni differenti.
È qui che il jazz torna alla propria grammatica essenziale: ascolto reciproco, improvvisazione e capacità di reagire in tempo reale a ciò che accade. Il programma lascia spazio all’imprevisto e la direzione della serata viene determinata dalla relazione musicale che si crea sul palco.
Il 2 settembre lo STJ Lab e i Far Side Quartet
La giornata di mercoledì 2 settembre porterà invece in primo piano il lavoro dedicato alla formazione e alle nuove generazioni.
Dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18, al MAST – Museo Archeologico di San Teodoro, torna lo STJ Lab, laboratorio musicale curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu e rivolto a bambini e ragazzi dai 7 anni in su.
La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria. Attraverso gioco, ascolto e sperimentazione, il laboratorio propone un primo incontro con la musica e in particolare con il repertorio jazzistico. Sequenze ritmiche e melodiche e strumenti più o meno consueti diventano materiali attraverso i quali scoprire il suono partendo da un principio semplice: la musicalità non è prerogativa esclusiva di chi ha già studiato uno strumento.
Alle 18.30, nella Sala Conferenze del MAST, sarà quindi il momento dei Far Side Quartet, con Chiara Atzori alla voce, Caterina Monaco al pianoforte, Giulio Pisu al contrabbasso e Antonio Orrù alla batteria.
Anche in questo caso il concerto rappresenta un ponte tra le due edizioni del festival. Il quartetto ha infatti conquistato lo STJ Contest 2025 come miglior gruppo e torna quest’anno nel cartellone ufficiale. La presenza, a distanza di un giorno, dei Far Side Quartet e di Marco Morandini rende così concreto uno degli obiettivi del progetto: individuare nuovi musicisti ma, soprattutto, offrire loro successive possibilità di espressione.
La giornata terminerà alle 22 a La Posta Art Pub con gli USBeat, trio composto da Jacopo Tore alle tastiere e synth, Paolo Corda al basso e alla chitarra e Juri Altana alla batteria.
Il progetto riprende il percorso iniziato nel 2023 con STJ Experiment #1 e sviluppa un linguaggio nel quale jazz, rock ed elettronica si contaminano continuamente. Gli USBeat tornano ora al festival con nuovi materiali e un lavoro discografico appena pubblicato. Dopo il concerto, anche questa seconda STJ Session continuerà con la jam aperta.
Verso “Chimera” e il Selmer Day
L’undicesima edizione del San Teodoro Jazz, organizzata dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il sostegno e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, continuerà fino a sabato 5 settembre, attraversando differenti spazi del territorio.
Tra i protagonisti delle prossime giornate figurano Marco Valeri Quartet, Giacomo Smith, Mila Trani, Logan Richardson e lo stesso Matteo Pastorino.
Per il direttore artistico l’appuntamento è fissato al 4 settembre sul main stage di Piazza Gallura, dove presenterà “Chimera”, produzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica. Per Pastorino sarà la prima volta, nelle undici edizioni del festival, sul palco principale con un progetto a proprio nome e in veste di leader.
Il 4 settembre sarà inoltre il Selmer Day, realizzato in collaborazione con Henri Selmer Paris, tra showcase, concerti e la prima Selmer Jam Session organizzata in Sardegna.
Tutti gli appuntamenti del San Teodoro Jazz sono gratuiti, con offerta libera a sostegno dell’Associazione Culturale San Teodoro Jazz.
[O.M.]



