Dal 29 agosto al 6 settembre la terza edizione del festival organizzato dal Gruppo E-Motion porta nel Sarcidano oltre cinquanta artisti nazionali e internazionali. Danza contemporanea, tessitura, rame, poesia e arti visive entrano in relazione con i luoghi e i saperi della comunità.
Il filo delle tessitrici, il suono del rame battuto dagli artigiani, il movimento dei corpi. Linguaggi diversi che a Isili trovano un terreno comune e trasformano la memoria in materia contemporanea. Dal 29 agosto al 6 settembre torna il Festival In Situ, giunto alla terza edizione, con oltre cinquanta artisti italiani e internazionali chiamati a confrontarsi con il patrimonio materiale e immateriale del paese del Sarcidano.
Organizzato dal Gruppo E-Motion con la direzione artistica di Francesca La Cava, il festival attraverserà il MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, il Teatro Sant’Antonio e il Parco Asusa, portando nei diversi spazi spettacoli, performance, musica, poesia, installazioni e arti visive.
A guidare il percorso sono cinque parole: Archeologie, Traiettorie, Suono, Autenticità e Materia. Elementi attraverso i quali In Situ prova a leggere il territorio senza separarne la memoria dalla ricerca contemporanea.
Tessitura e rame diventano materia della scena
L’edizione 2026 rende omaggio alle tessitrici Dolores e Daniela Ghiani, mettendo al centro un sapere tramandato nel tempo e la sua possibilità di generare nuove forme espressive.
Il telaio entra così direttamente nello spazio performativo fino a trasformarsi in strumento musicale. Lo stesso accade con il rame lavorato dall’artigiano Luigi Pitzalis, che diventa paesaggio sonoro e parte del dialogo tra corpo, gesto e materia.
«In Situ nasce dal desiderio di ascoltare i luoghi e le persone che li abitano», spiega la direttrice artistica Francesca La Cava. «Quest’anno abbiamo scelto di intrecciare il gesto della danza con quello della tessitura, il suono del rame con quello dei corpi, perché crediamo che la tradizione non sia qualcosa da conservare immobile, ma una materia viva capace di generare nuovi linguaggi».
Un rapporto tra radici e contemporaneità che coinvolge direttamente la comunità. «Il Festival In Situ è ascoltare il paese con occhi e orecchie nuove», sintetizza Ilse Atzori, assessora alla Cultura del Comune di Isili.
L’apertura tra arti visive, danza e nuovi linguaggi
La terza edizione prende il via sabato 29 agosto alle 18 al MARATÈ con l’inaugurazione di “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, personale di Renzo Francabandera presentata per la prima volta in Sardegna.
La mostra, visitabile fino al 27 settembre, mette in relazione il patrimonio conservato nel museo con opere inedite dedicate a Isili, costruendo un ponte tra memoria e presente.
La giornata inaugurale proseguirà alle 21 al Teatro Sant’Antonio, dove Francabandera sarà protagonista di un Live Painting. La Compagnia EgriBiancoDanza presenterà Moirai, mentre il Gruppo E-Motion porterà al debutto il primo studio di “TEXTURE. Corpo in trama”, progetto con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla nel quale gesto, materia e algoritmo condividono lo stesso principio costruttivo.
Domenica 30 agosto alle 19, ancora al Teatro Sant’Antonio, saranno in programma Panta Rhei della Compagnia Petranura Danza e Il corpo danzante – Omaggio a Pasolini della Mandala Dance Company.
Da “Sa Ballada” alle compagnie internazionali
Il festival riprenderà sabato 5 settembre alle 18 al Parco Asusa con un appuntamento rivolto a bambini e famiglie: Bianca e Rossa di ASMED – CRID Sardegna.
Alle 21 al Teatro Sant’Antonio la serata riunirà tre produzioni: Sa Ballada del Gruppo E-Motion, Puzzle di Resextensa – Porta d’Oriente e Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo della Compagnia Francesca Selva.
La conclusione è prevista domenica 6 settembre alle 19, sempre al Teatro Sant’Antonio. Tornerà Sa Ballada del Gruppo E-Motion, affiancata da due presenze internazionali: dalla Spagna EnclaveDanza con Terra Ferida e dalla Polonia Teatr Tańca Zawirowania con In Pursuit Of….
Il respiro internazionale del cartellone si intreccia con una dimensione fortemente territoriale. Durante il festival saranno infatti aperte le botteghe degli artigiani Daniela e Dolores Ghiani, Luigi Pitzalis e Piero Orgiu, mentre le serate saranno accompagnate da letture poetiche, degustazioni di vino e birra artigianale del territorio. Nel programma trovano spazio anche i momenti poetici curati dall’associazione Is Amigus de sa Poesia.
È proprio nella relazione tra questi elementi che In Situ costruisce la propria identità: non semplicemente spettacoli ospitati in un paese, ma opere e artisti chiamati a confrontarsi con i suoi luoghi, le persone, i materiali e i saperi. La danza diventa così uno degli strumenti attraverso i quali osservare ciò che una comunità conserva e, contemporaneamente, ciò che può ancora trasformare.


