Il futuro di Autunno in Barbagia: a Oliena i sindaci del circuito si confrontano sul valore che resta nei territori

Giovedì 10 settembre all’Hotel Su Gologone un convegno promosso dal Comune di Oliena con Camera di Commercio di Nuoro e ASPEN. Al centro impatto economico, destagionalizzazione, innovazione, governance e prospettive di un circuito che nel 2026 coinvolge 33 borghi in 32 Comuni. Nel pomeriggio l’apertura delle mostre per il trentennale di Cortes Apertas.

Quanto valore lascia realmente Autunno in Barbagia nei territori? E come può un circuito capace di richiamare migliaia di visitatori trasformarsi in uno strumento di sviluppo che produca effetti anche oltre i fine settimana della manifestazione?

Sono le domande dalle quali partirà “Il futuro di Autunno in Barbagia”, il convegno in programma giovedì 10 settembre all’Hotel Su Gologone di Oliena, organizzato dal Comune di Oliena in collaborazione con la Camera di Commercio di Nuoro e ASPEN – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro.

Il confronto riunirà i sindaci dei paesi che compongono il circuito, i rappresentanti degli organismi camerali e gli operatori del territorio per ragionare non soltanto sui risultati raggiunti, ma soprattutto sulle prospettive future di una manifestazione che nel 2026 comprende 33 borghi in 32 Comuni, Lollove compreso, e si sviluppa dal 5 settembre al 13 dicembre.

L’edizione di quest’anno coincide inoltre con un doppio anniversario: i venticinque anni della denominazione “Autunno in Barbagia” e i trent’anni dalla prima Cortes Apertas di Oliena.

Da Cortes Apertas al futuro del circuito

Proprio Oliena diventa così il luogo dal quale provare a guardare oltre la dimensione celebrativa. Nel 1996 il paese apriva le proprie cortes ai visitatori, mostrando case, mestieri, sapori, musica, balli, saperi e tradizioni. Un’esperienza che negli anni avrebbe contribuito ad affermare un nuovo modo di raccontare la Barbagia e, più in generale, le comunità dell’interno della Sardegna.

A trent’anni di distanza, il convegno vuole però spostare l’attenzione da ciò che è stato costruito a quanto effettivamente rimanga nei territori dopo il passaggio dei visitatori.

Se per lungo tempo uno degli obiettivi principali è stato aumentare la capacità attrattiva delle singole tappe, la questione posta oggi riguarda la trasformazione di quella presenza in valore durevole: opportunità per imprese e artigiani, crescita della ricettività e dei servizi, nuove occasioni per i giovani e costruzione di un’offerta capace di vivere durante tutto l’anno.

Il tema diventa quindi il passaggio dall’evento alla destinazione, cercando di capire in che modo la notorietà e i flussi generati da Autunno in Barbagia possano contribuire a una strategia più ampia per i territori.

Impatto economico, destagionalizzazione e governance

L’accoglienza all’Hotel Su Gologone è prevista dalle 9.30, mentre i lavori inizieranno alle 10. A moderare il confronto sarà Sandro Usai, esperto di turismo e comunicazione digitale e componente del Comitato di indirizzo del corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale dell’Università di Cagliari.

La formula scelta non sarà quella di una successione di relazioni, ma di brevi panel tematici nei quali amministratori, istituzioni e operatori saranno chiamati a confrontarsi su questioni concrete.

Tra i nodi individuati ci sono la misurazione dell’impatto e del valore economico trattenuto nei territori, la possibilità di passare dall’attuale successione di appuntamenti a un calendario capace di generare opportunità permanenti, l’innovazione di prodotto e digitale, le risorse disponibili e le forme di governance necessarie per coordinare un circuito così esteso.

Uno spazio specifico sarà riservato anche a una delle contraddizioni più significative delle aree interne: la capacità di alcuni territori di attrarre migliaia di persone durante gli eventi mentre gli stessi paesi continuano a confrontarsi con le dinamiche dello spopolamento.

L’obiettivo è dunque spostare la valutazione dalla sola visibilità ottenuta nei giorni di Cortes Apertas alle ricadute che restano durante l’anno, interrogandosi anche sulle possibili forme di collaborazione tra i Comuni e sulla costruzione di servizi e prodotti turistici condivisi.

Il confronto sarà aperto anche al pubblico, con domande raccolte durante i lavori. La mattinata si concluderà chiedendo agli amministratori di individuare obiettivi concreti e verificabili, da riprendere e valutare all’apertura dell’edizione 2027.

Nel pomeriggio le mostre per Cortes Apertas

La giornata proseguirà dalle 17 con l’inaugurazione delle mostre che accompagnano il trentennale di Cortes Apertas a Oliena.

Al Collegio dei Gesuiti aprirà “A manu tenta giro, vagando di paese in paese – Le gonne degli abiti tradizionali dei paesi di Autunno in Barbagia”, curata dal Presidio Turistico Galaveras. Un percorso che attraverso gli abiti tradizionali mette idealmente in relazione le diverse comunità protagoniste del circuito.

Alla Pinacoteca della Parrocchia Sant’Ignazio di Loyola sarà invece inaugurata “Profumo di mandorle”, collezione di dolci artistici di Anna Gardu, dedicata alla tradizione dolciaria e alla manualità che ne conserva forme, tecniche e significati culturali.

Sempre nel pomeriggio, nella Chiesa di Nostra Signora d’Itria, aprirà anche “Via Crucis”, esposizione di opere di Anna Gardu.

Tra memoria e prospettiva, la giornata del 10 settembre prova così a utilizzare il trentennale di Cortes Apertas non come punto d’arrivo, ma come occasione per interrogarsi sul passo successivo: capire come il patrimonio di relazioni, visitatori e visibilità costruito in tre decenni possa diventare valore stabile per le comunità dell’interno della Sardegna.

Abito Tradizionale - Oliena

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