Sabato 5 settembre alle 21 a Cagliari il progetto di Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis arriva sul palco dell’EXMA’ insieme a Nicola Vacca. Un concerto che chiude simbolicamente l’estate di Lùmia e apre una nuova fase, dopo il debutto a Time in Jazz e un percorso costruito scegliendo luoghi capaci di dialogare con la musica.
Dopo un’estate trascorsa a portare Lùmia in giro per la Sardegna, per Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis è arrivato il momento di tornare a casa. Sabato 5 settembre alle 21, all’EXMA’ di Cagliari, i due musicisti saranno sul palco insieme a Nicola Vacca alla batteria per un concerto che assume il carattere di una festa e, allo stesso tempo, di una prima conclusione del percorso estivo del progetto.
Una tappa particolarmente sentita anche per il rapporto con Sardegna Teatro, che, come racconta Porceddu, è stato tra i primi partner a sostenere la produzione del disco. L’idea era quella di arrivare alla presentazione cagliaritana proprio a settembre, dopo aver fatto vivere il lavoro durante l’estate, trasformando l’appuntamento cittadino in un incontro collettivo intorno a Lùmia.
«Ci tenevamo a fare una festa – spiega Ilaria Porceddu nell’intervista a Soundinia –, a fare in modo che dentro la nostra città ci fosse un incontro collettivo intorno a questo lavoro a cui noi teniamo tantissimo». Per Emanuele Contis, quella dell’EXMA’ sarà una chiusura soltanto parziale: il progetto avrà infatti «una bella coda lunga in autunno» e all’orizzonte ci sono già nuove idee.
Da Berchidda a Cagliari, l’estate di Lùmia
Il viaggio estivo era cominciato a Berchidda, nell’ambito di Time in Jazz, con quello che Porceddu e Contis ricordano come il primo vero battesimo di Lùmia dal vivo. Un debutto concluso in maniera imprevista con una jam session che ha portato sul palco anche Paolo Fresu e Antonello Salis.
«È stata una mega improvvisazione, ovviamente in stile Time in Jazz, non prevista, ma che ha aperto orizzonti, mondi nuovi», ricordano. Un episodio che ha segnato immediatamente il carattere assunto dal progetto una volta trasferito dal lavoro discografico alla dimensione del concerto.
Da quel momento Lùmia ha continuato a viaggiare, ma senza scegliere i luoghi come semplici contenitori. Porceddu e Contis rivendicano infatti una particolare attenzione alla relazione tra la musica e gli spazi nei quali viene presentata.
«Crediamo fortemente nella connessione tra luogo e senso di quello che si va a fare in un determinato luogo», racconta Contis. Tra le ultime tappe dell’estate c’è stata Musica sulle Bocche a Valledoria, al tramonto, esperienza che i due musicisti indicano come uno degli esempi di questa ricerca. Il ritorno a Cagliari diventa quindi la naturale conclusione di un itinerario costruito anche attraverso il rapporto con i paesaggi attraversati.
Il concerto come dimensione naturale di Lùmia
È proprio il passaggio al live ad aver permesso ai due autori di comprendere più profondamente la natura del progetto. Alla base di Lùmia, racconta Emanuele Contis, c’era infatti anche una domanda sul significato stesso di realizzare un disco oggi.
Un interrogativo condiviso nel tempo con altri musicisti, tra i quali vengono citati Niccolò Fabi, Roberto Angelini, Paolo Angeli e Daniela Pes. La risposta, almeno per Lùmia, sembra essere arrivata proprio attraverso i concerti.
Portare dal vivo un lavoro complesso ha permesso infatti di trovare una nuova chiave di lettura del materiale. La struttura prevede spazi scritti e momenti definiti, ma accanto a questi lascia ampie zone all’improvvisazione, che cambiano a seconda del luogo, del contesto e dell’ispirazione del momento.
Il risultato è un progetto che, concerto dopo concerto, può assumere forme differenti. «Dal vivo restituisce sempre un’esperienza nuova sia a chi lo ascolta, credo, ma soprattutto a noi che lo eseguiamo», spiega Contis. «Ogni volta ci emozioniamo, ogni volta scopriamo pezzetti nuovi di questa astronave».
In questo equilibrio entra in maniera decisiva Nicola Vacca, terzo elemento della formazione dal vivo. Porceddu e Contis lo descrivono come una presenza dotata di una propria identità, capace allo stesso tempo di completare e tenere insieme il contrasto tra i due mondi musicali che hanno dato origine al progetto.
Due percorsi differenti, un territorio comune
Lùmia nasce infatti dall’incontro tra esperienze che non hanno cercato di uniformarsi. Piuttosto che costruire a tavolino un punto di equilibrio, Porceddu e Contis hanno scelto di preservare le rispettive identità cercando un terreno nel quale farle convergere.
«C’è un po’ di scommessa e un po’ di intuito», racconta Contis. La scelta è stata quella di evitare troppi compromessi e lasciare che i due percorsi trovassero progressivamente uno spazio comune, mettendo in discussione anche alcune certezze accumulate nel tempo.
Per Ilaria Porceddu, che racconta di aver iniziato a fare la cantautrice e la cantante a diciotto anni, una delle trasformazioni più significative riguarda proprio il rapporto con il perfezionismo. Un percorso professionale costruito a lungo sulla necessità di sentirsi sempre pronta e all’altezza ha progressivamente lasciato spazio a un’altra consapevolezza: il risultato non coincide necessariamente con la perfezione, ma può trovarsi in ciò che accade durante la creazione.
«Abbandoni le certezze, ma in realtà sei più sicuro perché ti stai divertendo», sintetizza Porceddu, indicando nella libertà conquistata durante il processo creativo uno degli elementi emersi dall’esperienza di Lùmia.
Contis racconta di essere partito quasi dalla direzione opposta. Il suo retroterra nell’improvvisazione e nella ricerca lo ha portato a confrontarsi con una dimensione maggiormente legata alla forma canzone, cercando però di introdurvi elementi provenienti dal jazz, dall’elettronica e dall’improvvisazione.
«Il semplice non è mai il facile», osserva. L’obiettivo è stato portare la propria volontà di «rompere i confini» e mescolare linguaggi dentro un progetto di cantautorato, scardinando alcune strutture senza perdere la forza della forma. È soprattutto nel concerto, secondo Contis, che questo incontro diventa pienamente percepibile.
Il 5 settembre all’EXMA’ sarà dunque molto più di una semplice restituzione del lavoro discografico: per Porceddu, Contis e Vacca sarà il ritorno nella propria città dopo un’estate nella quale Lùmia ha trovato nel palco una nuova identità. Una festa cagliaritana che chiude un capitolo, mentre il progetto si prepara a proseguire anche in autunno.
Il concerto di Lùmia, con Ilaria Porceddu, Emanuele Contis e Nicola Vacca, è in programma sabato 5 settembre alle 21 all’EXMA’ di Cagliari. I biglietti sono disponibili online su Vivaticket – Lùmia.
[Podcast Music by Alex Morgan from Pixabay]



