Dal Castello di Acquafredda al centro del paese, il 29 e 30 agosto il festival ha attraversato Siliqua con teatro, laboratori, arte pubblica e sapori del territorio. Tra i momenti centrali il murale di Andrea Sabiucciu dedicato a Maria Lai e il teatro civile di Kyber Teatro.
Due giornate per leggere un territorio attraverso i suoi luoghi e le persone che lo abitano, mettendo in relazione patrimonio, memoria, arte contemporanea e partecipazione. Si è conclusa domenica 30 agosto la tappa di Siliqua di “Vivere la Terra 2026”, festival promosso dall’Unione dei Comuni “I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris” che, dopo l’esordio di maggio a Decimoputzu, prosegue il suo percorso tra i comuni del territorio.
Tra sabato 29 e domenica 30 agosto il festival ha coinvolto alcuni dei luoghi più rappresentativi di Siliqua, partendo dal Castello di Acquafredda per raggiungere il centro del paese. Teatro, arte pubblica, attività rivolte a bambini e adolescenti, memoria e produzioni locali hanno composto un programma nel quale la comunità non è stata soltanto destinataria degli appuntamenti, ma parte del processo culturale.
«Siliqua ha vissuto due giornate nelle quali luoghi, persone e linguaggi diversi sono riusciti a incontrarsi e a raccontare insieme il nostro territorio», afferma la sindaca Francesca Atzori. «Era questo uno degli obiettivi più importanti di “Vivere la Terra”: valorizzare ciò che siamo senza limitarci a custodire la memoria, ma trasformandola in qualcosa di vivo, capace di parlare anche alle nuove generazioni».
Dal Castello di Acquafredda al paese
Ad aprire la tappa, sabato 29 agosto, è stato uno dei luoghi simbolo di Siliqua. Al Castello di Acquafredda, Matteo Fratarcangeli ha portato in scena Da Dante ai giorni nostri, una riflessione sull’esistenza, percorso teatrale che prende le mosse dall’opera di Dante per attraversare interrogativi legati alla condizione umana e al presente.
Il racconto culturale si è intrecciato con quello enogastronomico grazie alla degustazione di prodotti tipici locali curata dalla Cooperativa Antarias, che ha concluso la prima giornata riportando l’attenzione sulle produzioni e sui sapori del territorio.
Domenica 30 agosto il festival si è invece trasferito nel centro di Siliqua. Uno dei momenti destinati a lasciare una traccia permanente è stato l’inaugurazione, all’incrocio tra via Roma e Corso Repubblica, del murale “Creare Legami, Creare Comunità”, realizzato da Andrea Sabiucciu e dedicato a Maria Lai.
Il riferimento all’artista di Ulassai non è soltanto celebrativo. L’opera richiama uno dei temi centrali della sua ricerca: la possibilità dell’arte di generare relazioni e mettere in comunicazione persone, luoghi e generazioni. Un principio che ha finito per coincidere con lo stesso filo conduttore della tappa siliquese di Vivere la Terra.
«Il Castello di Acquafredda, il murale dedicato a Maria Lai, il teatro, i laboratori e i momenti di convivialità hanno costruito un unico percorso e restituito il valore di una comunità che sa riconoscersi e aprirsi agli altri», sottolinea Atzori.
La memoria passa alle nuove generazioni
Una parte significativa della seconda giornata è stata dedicata ai più giovani. Con il laboratorio della Pro Loco, Un viaggio… a colori… Le stampe del vecchio tracciato F.M.S colorate dai Bimbi, la storia del vecchio tracciato ferroviario è diventata materiale da reinterpretare attraverso l’esperienza creativa dei bambini.
Kyber Teatro ha lavorato invece con gli adolescenti, costruendo un percorso che ha anticipato lo spettacolo conclusivo della serata, “Il primo voto non si scorda mai”.
Il teatro civile ha così introdotto nel programma una riflessione sulla memoria democratica, sulla cittadinanza e sulla partecipazione, allargando il concetto di comunità alla consapevolezza del proprio ruolo nella vita collettiva.
«Il risultato più significativo è aver costruito occasioni capaci di mettere in relazione generazioni differenti», prosegue la sindaca. «Dai bambini coinvolti nei laboratori agli adolescenti, fino al pubblico degli spettacoli e dell’inaugurazione del murale, ogni appuntamento ha aggiunto un tassello allo stesso racconto. Creare legami e creare comunità non è stato soltanto il titolo dell’opera dedicata a Maria Lai, ma anche il filo conduttore di queste due giornate».
Un festival per raccontare i territori
Conclusa la tappa di Siliqua, Vivere la Terra 2026 prosegue il progetto nato per mettere in relazione i centri dell’Unione dei Comuni e valorizzarne le differenti identità attraverso una programmazione culturale condivisa.
Il festival interessa i territori di Siliqua, Decimoputzu, Villaspeciosa e Vallermosa, costruendo ogni appuntamento a partire dalle caratteristiche dei luoghi e dalle comunità che li abitano. Paesaggio, patrimonio culturale, memoria e creatività contemporanea diventano così parti di una stessa narrazione territoriale.
Dopo Decimoputzu e Siliqua, il percorso continua quindi verso le successive tappe del progetto, mantenendo l’obiettivo di raccontare ciascun paese nella sua specificità e, contemporaneamente, costruire una trama comune tra i territori dell’Unione dei Comuni “I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris”.


