Percorsi Teatrali 2026, a Santu Lussurgiu dieci giorni tra miti, teatro civile e cultura sarda

Dal 7 al 16 agosto la XVIII edizione del festival diretto da Stefano Ledda propone spettacoli, teatro da balcone, laboratori e letture per tutte le età. Tra gli ospiti Fabrizio Coniglio, Emanuela Lai, Virginia Garau e Nicolò Sivieri.

Non soltanto spettacoli, ma un vero percorso dentro le grandi questioni del presente e le radici culturali della Sardegna. È questa la cifra della diciottesima edizione di Percorsi Teatrali, il festival organizzato dal Teatro del Segno, in programma dal 7 al 16 agosto a Santu Lussurgiu, che trasforma il paese del Montiferru in un grande palcoscenico diffuso tra piazze, cortili, biblioteche e balconi del centro storico.

Sotto la direzione artistica di Stefano Ledda, il festival propone un cartellone che attraversa linguaggi molto diversi: teatro contemporaneo, Commedia dell’Arte, nouveau cirque, teatro civile, recital, kamishibai giapponese e performance multidisciplinari convivono in un programma che guarda contemporaneamente alla memoria e all’attualità. Accanto agli spettacoli trovano spazio laboratori per bambini e ragazzi, un workshop dedicato alla Commedia dell’Arte, le letture quotidiane di Una Favola al Giorno e il progetto di Teatro da Balcone, che porta brevi performance tra finestre, cortili e vicoli del centro storico.

L’edizione 2026 affronta temi come la sicurezza sul lavoro, il bullismo, la maternità, il ruolo delle donne, la memoria collettiva e l’identità culturale dell’isola. Il programma rende inoltre omaggio a due figure centrali della cultura italiana: Salvatore Cambosu, autore di Miele Amaro, e Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997.

Tra gli appuntamenti più significativi spicca “L’Isola del Tempo”, in scena l’8 agosto. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Tragodia e diretto da Virginia Garau su un testo di Fausto Orrù, intreccia teatro, danza e musica in una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e identità sarda. Le musiche originali di Zoe Pia accompagnano un viaggio simbolico in una Sardegna dove il tempo non procede in linea retta, ma ritorna ciclicamente come un respiro che unisce passato e futuro.

Il giorno successivo il festival affronta invece uno dei fenomeni più delicati dell’età contemporanea con “Diario di un Triceratopo”, scritto e interpretato da Alessandro Redegoso. Attraverso una favola ambientata nella preistoria, lo spettacolo costruisce una metafora del bullismo e delle sue conseguenze, affidando il racconto alla confessione di un vecchio tirannosauro che ripercorre gli errori della propria giovinezza.

L’11 agosto arriva il teatro civile con Fabrizio Coniglio, protagonista di “Al Fuoco!”, spettacolo che mette in relazione due tragedie simbolo della storia del lavoro italiana: la catastrofe mineraria di Marcinelle e il rogo della ThyssenKrupp di Torino. Attraverso la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità, la pièce invita a riflettere sul valore della sicurezza nei luoghi di lavoro e sul costo umano delle omissioni.

Il 12 agosto il festival rende omaggio a Salvatore Cambosu con “Miele Amaro”, interpretato da Stefano Ledda, accompagnato dal musicista Andrea Congia e dal fisarmonicista Andrea Cocco. Il celebre saggio dello scrittore di Orotelli diventa materia teatrale in una narrazione che attraversa miti, riti, tradizioni e saperi popolari, restituendo un ritratto della Sardegna sospeso tra mondo arcaico e modernità.

La riflessione sul lavoro prosegue il 13 agosto con “Ricordati di Vivere – L’ultima udienza”, spettacolo ideato da Juri Piroddi e Silvia Cattoi, costruito come un processo immaginario nel quale il pubblico assume il ruolo di giuria popolare chiamata a interrogarsi sulle responsabilità legate agli incidenti sul lavoro.

Il 14 agosto sarà invece dedicato a “Mammasantissima”, con Emanuela Lai, tragicommedia che affronta il tema della maternità e della libertà di scelta femminile attraverso una narrazione sospesa tra ironia e dimensione metafisica.

La chiusura del festival, il 16 agosto, sarà affidata a “Dedalo e Icaro” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Nicolò Sivieri con la regia di Luca Comastri. La celebre vicenda mitologica viene riletta come una riflessione sulla libertà, sui conflitti generazionali e sulla capacità dell’uomo di inseguire i propri sogni anche a rischio della caduta.

A rendere ancora più riconoscibile l’identità di Percorsi Teatrali è il progetto di Teatro da Balcone, che torna con tre appuntamenti distribuiti lungo il festival. Balconi, finestre, terrazze e cortili diventano scenografie naturali per brevi performance che trasformano il centro storico di Santu Lussurgiu in un teatro a cielo aperto, favorendo un rapporto diretto tra artisti e pubblico.

Più che una semplice rassegna teatrale, Percorsi Teatrali conferma così la propria vocazione a essere un laboratorio culturale diffuso, dove il teatro dialoga con il paesaggio, la memoria e la comunità, facendo della scena uno spazio di confronto sui temi che attraversano la società contemporanea.

[O.M.]

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