Dal 5 al 21 agosto la rassegna raccoglie l’eredità del Serramanna Film Festival e porta in piazza film, cortometraggi e incontri con Benito Urgu, Paolo Zucca e Gianfranco Cabiddu. Ne abbiamo parlato con il direttore artistico Mauro Montis.
Il cinema non lascia Serramanna con la conclusione del festival, ma continua a vivere nelle piazze e nell’incontro diretto con il pubblico. Dopo il successo della terza edizione del Serramanna Film Festival, prende il via Cinema sotto le stelle 2026, una rassegna che dal 5 al 21 agosto propone tre serate dedicate al cinema sardo, ai suoi protagonisti e al rapporto tra il linguaggio cinematografico e le comunità. L’iniziativa nasce come naturale prosecuzione del percorso costruito dal festival diretto da Mauro Montis e ne conserva l’impostazione culturale: ogni proiezione diventa un’occasione di dialogo tra spettatori, autori e territorio, trasformando il cinema in un momento di partecipazione condivisa.
Ad aprire ciascun appuntamento saranno tre cortometraggi accomunati dalla stessa origine: sono infatti il risultato di laboratori cinematografici realizzati all’interno di festival culturali della Sardegna. Opere che testimoniano come il cinema possa diventare uno strumento di formazione, coinvolgimento e valorizzazione delle identità locali. Tra questi figura “Solo un Nome”, nato durante il laboratorio cinematografico del Serramanna Film Festival, che ha coinvolto cittadini e partecipanti nella realizzazione di un documentario dedicato alla memoria, all’identità e al rapporto con il territorio. Il secondo cortometraggio è “Deu ti amu”, diretto da Jacopo Cullin e realizzato nell’ambito del MedinArt Festival di Samassi, esperienza che ha unito formazione, creatività e partecipazione della comunità. Completa il percorso “Vida e morte di unu Mragotti” di Stefano Cau, frutto del laboratorio promosso da L’Arrèxini – Festival de Cultura Sarda, manifestazione che coinvolge Villanovaforru e Ussaramanna con l’obiettivo di valorizzare la cultura e la lingua sarda attraverso il cinema.
Dietro questi tre lavori emerge una stessa idea di festival: non soltanto luoghi in cui si proiettano film, ma spazi nei quali le persone possono sperimentare il linguaggio audiovisivo, imparare a raccontare il proprio territorio e partecipare attivamente alla costruzione di nuove narrazioni. Dalla scrittura alle riprese, dalla registrazione del suono al montaggio, il laboratorio diventa così un’esperienza collettiva capace di lasciare una traccia duratura nelle comunità che lo ospitano.
Il programma si aprirà mercoledì 5 agosto con la proiezione di “Solo un Nome”, seguita dal film “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca. Ospite della serata sarà Benito Urgu, volto tra i più amati del cinema e dello spettacolo sardo.
Il secondo appuntamento, giovedì 6 agosto, proporrà il cortometraggio “Deu ti amu” e il film “L’Arbitro”, ancora di Paolo Zucca, che sarà presente per incontrare il pubblico e raccontare il proprio percorso artistico.
La rassegna si concluderà venerdì 21 agosto con “Vida e morte di unu Mragotti”, seguito dal documentario “Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André” di Gianfranco Cabiddu. Sarà lo stesso regista a dialogare con gli spettatori approfondendo il rapporto tra Fabrizio De André e la Sardegna, al centro del documentario.
Con Cinema sotto le stelle 2026, Serramanna conferma la volontà di investire nella cultura come strumento di crescita e partecipazione. La rassegna rafforza inoltre il dialogo tra diverse realtà culturali dell’isola, dimostrando come la collaborazione tra festival, autori e territori possa generare percorsi condivisi nei quali il cinema non è soltanto spettacolo, ma occasione di formazione, memoria e costruzione di comunità.


