Elena Schirru: «Sul palco ho imparato a prendermi gli applausi»


Dall’esperienza a Londra ai teatri d’opera, passando per San Sperate, Valencia e il Teatro Lirico di Cagliari. A Soundinia incontriamo il soprano Elena Schirru, una delle voci emergenti più interessanti del panorama lirico sardo.

Una conversazione che attraversa musica, famiglia, studio, sacrificio e identità. Elena racconta l’infanzia trascorsa tra i dischi ascoltati sul tappeto di casa insieme al fratello Andrea Schirru, le prime registrazioni con le canzoni dei cartoni animati, la scoperta quasi casuale del canto lirico e la lunga strada che l’ha portata a trasformare una passione in una professione.

Nel dialogo emerge anche il lato meno visibile della vita di un’artista: le audizioni che sembrano esami di maturità continui, le notti insonni prima di una rappresentazione, la necessità di proteggere la voce e la continua ricerca di un equilibrio tra disciplina e libertà espressiva. «Prima di entrare in scena ho sempre le palpitazioni», confessa, raccontando come abbia imparato a trasformare quell’energia in presenza scenica e interpretazione.

Ampio spazio è dedicato anche al rapporto con la Sardegna e con San Sperate, il paese dei murales e dell’arte diffusa, che secondo Schirru ha contribuito a formare la sua sensibilità. Una riflessione che si intreccia con il tema dell’insularità, della solitudine e della determinazione necessaria per costruire un percorso artistico partendo da un’isola.

Uno sguardo sul mondo dell’opera visto dall’interno: le prove, i costumi, le scenografie, il confronto con colleghi provenienti da tutto il mondo e gli incontri che hanno segnato il suo cammino, da Gianluca Floris a Francesco Demuro, fino all’esperienza formativa vissuta a Valencia sotto la guida di figure di primo piano del panorama lirico internazionale.

Elena Schirru racconta i suoi prossimi impegni artistici, tra concerti, nuove produzioni e il debutto nei prossimi appuntamenti operistici che la vedranno protagonista nei mesi estivi e autunnali.

Una chiacchierata sincera e senza filtri che restituisce il ritratto di un’artista in piena crescita, capace di coniugare rigore, sensibilità e una profonda consapevolezza del proprio percorso.

Simone Cavagnino
Simone Cavagninohttps://www.soundinia.it
Simone Cavagnino è giornalista, autore e speaker radiofonico. Laureato in Scienze Giuridiche, si occupa di giornalismo culturale, musicale e comunicazione istituzionale. Ha collaborato con l'emittente televisiva Infochannel TV Sardinia, ha diretto Unica Radio e ha scritto per JAZZIT, altre riviste nazionali e quotidiani regionali. Nel 2014 ha curato il documentario La memoria del suono, dedicato all'artista Pinuccio Sciola. Nel 2018 ha pubblicato, insieme al giornalista Claudio Loi, il volume Sardegna, jazz e dintorni (Aipsa Edizioni). Attualmente cura la comunicazione di alcuni tra i principali festival culturali della Sardegna e dirige Soundinia, testata giornalistica dedicata alla cultura, alla musica e ai territori del Mediterraneo.

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