Venerdì 21 agosto alle Tenute Olianas un lungo viaggio sonoro con Mauro Mulas Trio, Sestetto dell’Orchestra da Camera della Sardegna, Tenores di Bitti Remunnu ’e Locu, Duo Fantafolk e Louise Marshall and her Brethren. Il giorno dopo la formazione britannica sarà protagonista al Lazzaretto di Sant’Elia.
Una maratona musicale capace di attraversare generi, linguaggi e tradizioni differenti, mettendo in dialogo alcune delle più interessanti espressioni della scena musicale sarda con artisti di respiro internazionale. È la proposta del CultureFestival per venerdì 21 agosto, quando le Tenute Olianas di Gergei ospiteranno, a partire dalle 17, una giornata che dal jazz arriverà fino al soul e al funk, passando per la musica classica, le colonne sonore e il canto a tenore.
Il programma si aprirà con il Mauro Mulas Trio, formato dal tastierista sardo insieme a Pierpaolo Frailis alla batteria e Alessandro Atzori al contrabbasso. Il trio proporrà i brani di Chiaroscuro, lavoro che raccoglie undici composizioni rappresentative del repertorio di Mulas, concepite come altrettante fotografie musicali e frammenti di memoria.
La musica classica entrerà quindi nella maratona con il Sestetto OCS, formazione cameristica composta da Francesca Viero all’oboe, Fortunato Casu e Simone Pittau ai violini, Salvatore Rea alla viola, Fabrizio Meloni al violoncello e Sandro Fontoni al contrabbasso. Il programma attraverserà Mozart, Piazzolla e Morricone, unendo repertorio classico e musica da film. Il sestetto riunisce musicisti che lavorano regolarmente con l’Orchestra da Camera della Sardegna, ensemble fondato nel 2004 da Simone Pittau e attivo in Sardegna, in Italia e all’estero.
Dalle 19 sarà invece il momento delle sonorità più profondamente legate alla tradizione dell’isola. Sul palco saliranno i Tenores di Bitti Remunnu ’e Locu, formazione costituita nel 1974 e protagonista negli anni di un’intensa attività nazionale e internazionale, e il Duo Fantafolk di Andrea Pisu e Vanni Masala, che mette in relazione la tradizione delle launeddas e dell’organetto con linguaggi contemporanei.
Il percorso del CultureFestival arriverà quindi, dalle 21, alla musica soul, funk, pop e jazz con Louise Marshall and her Brethren. Originaria delle Barbados e residente a Londra, Marshall è cantante e pianista diplomata alla Guildhall School of Music and Drama. Nel corso della sua carriera ha attraversato generi diversi e collaborato con artisti internazionali, tra cui Robbie Williams, Bryan Ferry, Van Morrison, Bryan Adams, Tom Jones, Seal, David Gilmour e Phil Collins.
La formazione che la accompagnerà a Gergei riunisce musicisti con importanti esperienze nel panorama britannico e internazionale. Il progetto The Brethren propone un repertorio che alterna cover, brani del passato e composizioni originali, costruendo uno spettacolo nel quale musica e intrattenimento convivono. Il risultato è un viaggio dichiaratamente aperto tra pop, soul, funky e jazz.
Per Louise Marshall e la sua band l’appuntamento di Gergei sarà soltanto la prima tappa del fine settimana sardo. Sabato 22 agosto alle 21, infatti, la formazione si esibirà al Lazzaretto di Sant’Elia, a Cagliari, in un concerto a ingresso libero e gratuito.
L’appuntamento del 21 agosto alle Tenute Olianas è invece su prenotazione obbligatoria, scrivendo a info@olianas.it o telefonando al 344 2369837.
Il CultureFestival è organizzato dall’associazione Sardinia Pro Arte, con la direzione artistica del compositore e violinista Simone Pittau. La manifestazione è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari, della Fondazione di Sardegna, dei Comuni coinvolti e di diversi sponsor privati.
La giornata di Gergei si presenta così come un vero percorso attraverso la pluralità della musica: dal jazz di Mauro Mulas alla tradizione del canto a tenore, dalla musica cameristica alle contaminazioni del Duo Fantafolk, fino alla dimensione internazionale di Louise Marshall. Un programma costruito sul confronto tra identità musicali differenti, nel quale la Sardegna diventa terreno d’incontro tra memoria, ricerca e apertura internazionale.


