Sabato 5 settembre si chiude l’undicesima edizione del festival diretto da Matteo Pastorino. Dal duo “Menta Selvatica” a Lu Impostu ad “A Living Score” in Piazza Gallura, fino alla notte del Gallo Blu con “Slappin’ On” e l’ultima STJ Session.
Tre concerti, tre luoghi e differenti prospettive sul jazz contemporaneo per accompagnare il San Teodoro Jazz verso il suo ultimo atto. Sabato 5 settembre si chiude l’undicesima edizione del festival diretto artisticamente da Matteo Pastorino, dopo sei giorni nei quali concerti, laboratori e jam session hanno attraversato piazze, spiagge, spazi culturali e locali di San Teodoro.
La giornata conclusiva riparte dal rapporto con il territorio, uno degli elementi che hanno caratterizzato l’intera edizione. Alle 18.30, al 2B di Lu Impostu, Mila Trani e Bartolomeo Barenghi presentano Menta Selvatica, progetto nato nel 2025 e costruito intorno all’essenzialità del dialogo tra voce e chitarra.
Trani, alla voce e ai testi, e Barenghi, alla chitarra classica, attraversano jazz, sonorità mediterranee e folklore italiano aprendosi a ritmi caraibici, flamenco e fado. Linguaggi e provenienze differenti trovano così un punto d’incontro in una formazione acustica ridotta all’essenziale, affidata alla relazione tra parola, canto e corde.
Logan Richardson sul main stage
Alle 21 il festival raggiunge Piazza Gallura per uno degli appuntamenti internazionali della giornata conclusiva. Sul main stage torna Logan Richardson con A Living Score: il sassofonista statunitense sarà al sax alto e all’elettronica insieme a Tony Tixier al pianoforte e Zach Morrow alla batteria.
Per Richardson è anche un ritorno al San Teodoro Jazz, che lo aveva già accolto nelle precedenti edizioni. Questa volta il musicista arriva con una formazione a tre nella quale il suono acustico del sax, del pianoforte e della batteria si confronta con l’elettronica, inserendosi in quella ricerca tra linguaggi e sperimentazione che il festival ha posto al centro del programma.
Al Gallo Blu l’ultima STJ Session
Il concerto di Piazza Gallura non sarà però l’ultimo suono dell’edizione. Alle 23 la musica si sposta al Gallo Blu con Slappin’ On, progetto dedicato al linguaggio del basso elettrico, allo slap e alla musica di Marcus Miller.
Sul palco Edoardo Meledina al basso, Paolo Corda alla chitarra, Livio Solinas al sax, Raffaele Puglia alle tastiere e Arturo Pischedda alla batteria, per un set che si muove tra jazz, funk e groove. Al termine arriverà l’ultima jam session, affidando ancora una volta la chiusura alla dimensione più informale e condivisa del jazz.
Le STJ Sessions hanno infatti accompagnato le notti dell’undicesima edizione come parte integrante del progetto del festival: non semplici appendici ai concerti principali, ma spazi nei quali formazioni e ruoli possono cambiare e musicisti di esperienze e generazioni differenti possono incontrarsi attraverso l’improvvisazione.
«Siamo arrivati alla fine di questa undicesima edizione con la sensazione che il San Teodoro Jazz continui a crescere senza perdere la propria identità», sottolinea il direttore artistico Matteo Pastorino, che individua proprio nella comunità costruita negli anni intorno alla manifestazione uno dei risultati del percorso. «In un momento storico nel quale divisioni e distanze sembrano occupare sempre più spazio, continuo a credere che la cultura e la musica abbiano una responsabilità importante: far incontrare le persone e ricordarci il valore delle relazioni».
Sei giorni tra musica, territorio e nuove generazioni
Dall’anteprima del 31 agosto a Cala d’Ambra all’ultima notte del Gallo Blu, il San Teodoro Jazz ha costruito anche quest’anno una geografia diffusa, raggiungendo Puntaldia, il MAST, Cala Ginepro, Costa Caddu e Piazza Gallura.
Nel programma hanno trovato spazio anche i vincitori dello STJ Contest 2025: Marco Morandini, premiato come miglior solista e tornato con il suo trio, e i Far Side Quartet, miglior gruppo della passata edizione. Accanto ai concerti, lo STJ Lab curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu ha coinvolto bambini e ragazzi attraverso attività dedicate alla scoperta e alla sperimentazione musicale.
Il festival, organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con la direzione artistica di Matteo Pastorino e con il sostegno e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, chiude così la sua undicesima edizione mantenendo insieme le direttrici che ne hanno segnato il percorso: jazz contemporaneo, ricerca, territorio, formazione e incontro tra generazioni.
[O.M.]


