Yuja Wang: talento e Louboutin. La star cinese del pianoforte conquista il Teatro Lirico di Cagliari con la Mahler Chamber Orchestra.

La pianista di Pechino attraversa Barber e Prokofiev tra virtuosismo, precisione e lirismo, conquistando il pubblico in sala.

I presupposti per una serata di successo, ieri in un gremito Teatro Lirico di Cagliari per il proseguo della stagione concertistica 2026, c’erano tutti. Un’orchestra dal suono pulito, la Mahler Chamber Orchestra fondata da Claudio Abbado quasi trent’anni fa, diretta dallo statunitense Teddy Abrams, che in apertura, prendendola per mano, la guida nei soavi ed emozionanti territori di Appalachian Spring, tra i temi americani più famosi del Novecento. Una pianista fenomenale come la cinese Yuja Wang, da vent’anni tra le star dello strumento a coda.

Certo, va subito precisato che c’è fenomeno e fenomeno, dato che la solista nata a Pechino nel 1987 da mamma coreografa e papà percussionista, trasferitasi negli Stati Uniti a soli 15 anni, non appartiene alla folta schiera di pianisti che amano stupire il pubblico con acrobazie fini a se stesse. L’eccellente tecnica esibita durante i concerti risulta infatti sempre e solo al servizio della musica. Non ci sono giochi di prestigio né superficialità in quello che fa, e anche quando fornisce prova di un pianismo irruento, riesce sempre a esprimere una musicalità compiuta.

Yuja Wang @ Lirico di Cagliari ph. Simone Cavagnino
Yuja Wang @ Lirico di Cagliari ph. Simone Cavagnino

Se a questo aggiungiamo velocità di esecuzione, flessibilità, pulizia, perfetto gioco tattile, virtuosismo rigoroso, estro espressivo e un lirismo seducente e sognante, allora ce n’è abbastanza per esclamare: chapeau!. Un’espressione di ammirazione (e perfino di invidia da parte di chi suona il pianoforte) che accompagna il Concerto per pianoforte e orchestra op. 38 di Samuel Barber, in cui offre un pianismo ricco di pathos alternato a virtuosismi vertiginosi, il sempre temibile  Concerto n.2 in sol minore per pianoforte e orchestra op.16 di Prokofiev, dove la  pianista, impegnata anche a dirigere l’orchestra, alterna melodia a scorribande a tutto campo sulla tastiera con qualche passaggio a mani incrociate, i bis pescati dal primo e ultimo movimento della Jazz Suite for piano and orchestra di Alexander Tsfasman. Tutto sottolineato da diluvi di applausi. Resta da dire del dress code, che infrange in qualunque teatro si esibisce: slip dress tra il celeste e il grigio chiaro e tacco 12 nella prima parte, mini dress nero con paillettes e scarpe Louboutin nella seconda, anche queste altissime. Perché per Yuja Wang il concerto non è solo qualcosa da ascoltare, ma da vedere, dove tutto conta, compreso il look. Proprio come uno spettacolo.

Carlo Argiolas       

Yuja Wang @ Lirico di Cagliari ph. Simone Cavagnino (1)

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