Mercoledì 2 settembre alle 20 in piazza Enrico Berlinguer la proiezione del documentario diretto da Karim Galici e prodotto da Cittadini del Mondo ODV – Cinema per il Sociale. Dopo un’estate tra festival e riconoscimenti internazionali, il film torna nell’Isola nell’anno del quarantennale del disastro di Chernobyl.
Dalla Sardegna a tre continenti e poi nuovamente nei luoghi in cui una parte importante di questa storia è stata vissuta. Dopo un’estate segnata da festival, première, riconoscimenti e proiezioni internazionali, “Le Cicogne di Chernobyl” torna nell’Isola per un appuntamento che riporta il cinema a contatto diretto con la memoria delle comunità.
Mercoledì 2 settembre alle 20, a Soleminis, in piazza Enrico Berlinguer davanti al Municipio, sarà proiettato il documentario diretto da Karim Galici e prodotto da Cittadini del Mondo ODV – Cinema per il Sociale. Alla visione del film si affiancheranno le testimonianze delle famiglie del territorio che parteciparono all’accoglienza dei bambini provenienti dalle zone contaminate in seguito al disastro nucleare di Chernobyl.
L’appuntamento arriva al termine di due mesi particolarmente intensi per il documentario. Tra luglio e agosto Le Cicogne di Chernobyl ha attraversato festival e manifestazioni da Sacramento, in California, a Tokyo, passando per Portogallo e Regno Unito, fino alla première nazionale ceca di Praga. In Italia il percorso ha compreso l’Ariano International Film Festival e una proiezione speciale all’Arena del Carmine di Lugo di Romagna.
Tra i risultati ottenuti c’è il Premio Italia 2026, assegnato nell’ambito della trentesima edizione dell’AVANCA Film Festival in Portogallo. Complessivamente il film ha raggiunto quindici selezioni in festival nazionali e internazionali e ottenuto cinque riconoscimenti.
L’interesse per il progetto ha superato anche i confini del circuito cinematografico. SBS – Special Broadcasting Service, emittente pubblica australiana, ha dedicato un approfondimento al documentario e alla vicenda di solidarietà raccontata dal film. Sono inoltre in corso interlocuzioni per un possibile nuovo appuntamento in America Latina.
«Portare una storia così profondamente legata alla Sardegna e all’Italia intera a migliaia di chilometri di distanza e scoprire che riesce a parlare a pubblici e culture diverse è stata un’esperienza straordinaria», spiega Giuseppe Carboni, presidente di Cittadini del Mondo ODV – Cinema per il Sociale, produttore esecutivo e ideatore del progetto. «Ma per noi è altrettanto importante tornare nelle comunità e incontrare le famiglie che quella storia l’hanno vissuta. È questo dialogo continuo tra la Sardegna, l’Italia e il mondo a dare un senso particolare al viaggio del documentario».
A quarant’anni da Chernobyl, la memoria torna alle famiglie
La proiezione di Soleminis assume un significato particolare nel quarantennale del disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986. Una catastrofe destinata a produrre conseguenze ambientali, sanitarie e sociali per decenni e dalla quale nacque anche una vasta mobilitazione internazionale di solidarietà.
Le Cicogne di Chernobyl ricostruisce l’esperienza dei programmi che negli anni successivi portarono in Italia, secondo i dati riportati dalla produzione, oltre 700mila bambine e bambini provenienti dalle aree contaminate. Migliaia di famiglie italiane aprirono le proprie case e la Sardegna ebbe un ruolo significativo in questa esperienza di accoglienza.
Il documentario sceglie di raccontarne le conseguenze umane attraverso le persone che allora erano bambini e che oggi, diventate adulte, ricostruiscono i rapporti nati con le famiglie italiane. Relazioni che in molti casi non si esaurirono con il periodo di permanenza nell’Isola, ma continuarono negli anni e talvolta per decenni.
È proprio questa dimensione a essere riportata in primo piano a Soleminis. Non soltanto la memoria storica di Chernobyl, dunque, ma ciò che quella vicenda produsse nella vita quotidiana delle persone: incontri, separazioni, affetti e legami capaci di attraversare distanze geografiche e generazioni.
A coordinare la serata sarà la bibliotecaria Menia Maffei. L’incontro sarà introdotto dal presidente della Pro Loco di Soleminis Alessandro Pisu, seguito dai saluti del sindaco Claudio Suergiu, dalle testimonianze delle famiglie accoglienti del territorio e dall’intervento degli operatori di Cittadini del Mondo ODV.
Il cinema sociale come archivio della memoria
Il ritorno del film in Sardegna chiude idealmente un percorso circolare: una storia nata dall’esperienza dell’accoglienza nell’Isola viene portata davanti a pubblici internazionali e torna poi nelle comunità dalle quali ha raccolto parte della propria memoria.
Il progetto non si esaurisce nella distribuzione cinematografica. Il documentario è stato realizzato anche in una versione con audiodescrizione, pensata per rendere la fruizione accessibile alle persone cieche e ipovedenti.
L’iniziativa di Soleminis rientra inoltre nella Rete di Interconnessioni Sociali, promossa da Cittadini del Mondo ODV – Cinema per il Sociale con il sostegno della Fondazione di Sardegna, attraverso un progetto che mette in relazione territori, associazioni, istituzioni e comunità e utilizza il cinema sociale come strumento di memoria, partecipazione e confronto.



