Mamatita Festival 2026, dieci anni di circo contemporaneo tra Alghero e il nord Sardegna

Dal 5 agosto al 6 settembre la decima edizione del festival ideato da Spazio T porta in scena cinquanta spettacoli, trenta compagnie e sei territori, tra teatro di strada, nouveau cirque e artisti internazionali.

C’è un modo diverso di abitare una città. Non attraverso i suoi monumenti, ma lasciandosi sorprendere da un clown che appare in una piazza, da un tendone che si apre tra il mare e il cielo, da un balcone trasformato in palcoscenico o da un’acrobata che sfida l’equilibrio davanti a un pubblico di bambini e adulti. È questo lo spirito del Mamatita Festival, che nel 2026 festeggia il suo decimo anniversario con l’edizione più ricca della sua storia.

Dal 5 agosto al 6 settembre, il festival organizzato dall’associazione Spazio T e diretto da Chiara Murru torna a trasformare Alghero in un grande teatro a cielo aperto, ampliando ancora una volta la propria geografia. Accanto alle tappe storiche di Villanova Monteleone, Putifigari e l’Argentiera, entrano infatti nel programma anche Tempio Pausania, Osilo e Nuoro, segno di una manifestazione che continua a crescere costruendo relazioni con territori e realtà culturali differenti.

Il tema scelto per questa edizione è “Dieci anni di reincanto”, una formula che sintetizza la vocazione del festival: restituire allo spazio pubblico la capacità di stupire, trasformando piazze, spiagge e luoghi della quotidianità in scenari di incontro tra artisti e comunità. In cartellone figurano una cinquantina di spettacoli affidati a circa trenta compagnie, con presenze provenienti da Italia, Spagna, Francia e Belgio.

«Mamatita in catalano significa tata, balia, colei che nutre e si prende cura. Da dieci anni questa è l’identità del festival che vogliamo mantenere: un luogo dove arte e cultura fanno crescere la comunità e, allo stesso tempo, trovano nel territorio e nel pubblico il loro nutrimento», spiega la direttrice artistica Chiara Murru.

L’anteprima è affidata, il 5 agosto, alla compagnia catalana Cia Eia, protagonista a Villanova Monteleone con “La piedra de madera”, spettacolo premiato alla Mostra Igualada 2025 che utilizza il linguaggio dell’acrobatica e dell’equilibrio per raccontare la fiducia e l’incontro tra le persone. Lo spettacolo sarà replicato il 9 agosto anche ad Alghero.

Uno degli elementi distintivi del festival resta il forte dialogo con la scena catalana, valorizzato attraverso il Focus Spagna. Oltre alla presenza di Cia Eia, il programma ospita Cia La Corcoles, Txema Muñoz, Cia Jimena Cavalletti e Bastanda Illusa, artisti che rappresentano alcune delle esperienze più interessanti del circo contemporaneo e del teatro di strada europeo.

Accanto agli ospiti internazionali trovano spazio numerose realtà italiane, tra cui Circo Madera, che dal 26 al 29 agosto porterà sotto il proprio tendone gli spettacoli “Orfeos”, ispirato al mito di Orfeo ed Euridice, e “Scartabaret”, dedicato al tema del riciclo creativo.

Tra gli appuntamenti più attesi figura anche il ritorno di Teatro Nucleo, storica compagnia nata a Buenos Aires e trasferitasi in Italia alla fine degli anni Settanta. Il 5 settembre presenterà ad Alghero “Quijote!”, una rilettura fisica e contemporanea del capolavoro di Cervantes costruita tra teatro, danza e azione scenica.

Il programma comprende inoltre spettacoli viaggianti, teatro di figura, clown contemporaneo, laboratori dedicati allo slackline, alla pasta fresca e ai fiori di carta, oltre a momenti di partecipazione collettiva che rafforzano il rapporto tra il festival e il territorio.

Fin dalla sua nascita, Mamatita ha scelto di interpretare il circo contemporaneo come linguaggio culturale capace di superare la semplice dimensione dell’intrattenimento. Nato ad Alghero nel 2017, dopo un’edizione sperimentale del 2013, il festival ha progressivamente costruito una rete internazionale di collaborazioni e ha contribuito a far conoscere in Sardegna compagnie e artisti provenienti da tutta Europa, facendo dello spazio urbano il proprio principale luogo di sperimentazione.

Dieci anni dopo, quella intuizione continua a evolversi. E il “reincanto” evocato dal titolo dell’edizione 2026 non riguarda soltanto il pubblico, ma anche il modo in cui una comunità può riscoprire i propri luoghi attraverso il teatro, il circo e l’immaginazione.

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