Tessingiu guarda al futuro: a Samugheo artigiani, design e formazione per costruire nuove prospettive

Venerdì 4 settembre l’ultimo approfondimento culturale della 59ª edizione. Dalle 15.30 all’ex Cantina Sociale un pomeriggio dedicato alla trasmissione dei saperi, al progetto contemporaneo e alla formazione, con i maestri artigiani di Samugheo, il designer Jari Franceschetto e Confartigianato. La mostra prosegue fino al 13 settembre.

Come si conserva un sapere senza trasformarlo in qualcosa di immobile? Come si trasmettono tecniche sedimentate nel tempo alle nuove generazioni e, contemporaneamente, si permette loro di evolvere? E quali condizioni servono perché l’artigianato continui a produrre non soltanto oggetti, ma lavoro, impresa, ricerca e nuove professionalità?

Sono le domande con cui Tessingiu arriva all’ultimo appuntamento di approfondimento culturale della sua 59ª edizione, in programma venerdì 4 settembre dalle 15.30 all’ex Cantina Sociale di Samugheo. Un pomeriggio che riunirà artigiani, designer, amministratori e rappresentanti del mondo della formazione e dell’associazionismo, portando verso una sintesi il percorso di incontri sviluppato durante l’estate.

A tenere insieme i diversi momenti sarà ancora una volta il confronto, tema scelto dalla direzione artistica per questa edizione e inteso non come contrapposizione, ma come metodo: mettere in relazione chi custodisce e pratica quotidianamente un mestiere, chi progetta, chi amministra e chi lavora sulla formazione e sul sostegno alle imprese.

Il sindaco di Samugheo Massimiliano Urru © Cédric Dasesson

Il sapere comincia dalle mani

Il primo appuntamento, dalle 15.30 alle 17.30, riporterà la riflessione alla dimensione più concreta dell’artigianato. Alcuni maestri artigiani di Samugheo incontreranno il pubblico attraverso un workshop dedicato ai primi rudimenti delle lavorazioni.

Non soltanto, dunque, un racconto dei mestieri, ma la possibilità di entrare nel rapporto tra mano, materia e strumenti. È in questa dimensione che una parte importante del sapere artigiano continua a essere trasmessa: attraverso l’osservazione, la ripetizione dei gesti, l’esperienza e quelle conoscenze che difficilmente possono essere interamente codificate in un manuale.

A Samugheo, dove la tradizione tessile costituisce una componente riconoscibile della storia culturale e produttiva del paese, il tema assume un significato particolare. Tessingiu stessa, nata nel 1967, è cresciuta insieme a questa comunità. Interrogarsi sulla trasmissione significa allora spostare l’attenzione dagli oggetti alle persone che possiedono le competenze necessarie per continuare a realizzarli.

Jari Franceschetto: la tradizione come materia del progetto

Alle 17.30 il punto di osservazione cambierà con Jari Franceschetto. Il designer e architetto cagliaritano presenterà la conferenza “Progetti recenti”, ripercorrendo una ricerca nella quale elementi provenienti dai contesti e dalle tradizioni locali entrano in relazione con il progetto contemporaneo.

Nato a Cagliari nel 1976 e laureato allo IUAV di Venezia, Franceschetto ha fondato AJF/design e sviluppato il proprio lavoro tra design, architettura del paesaggio, progettazione urbana, ricerca applicata e consulenza strategica. Una parte significativa della sua attività è dedicata alla sostenibilità, al riuso e alla circolarità dei materiali, ambito nel quale si colloca anche la collezione Suber Design.

Nel suo percorso figurano la Menzione d’onore al Compasso d’Oro ADI ricevuta nel 2011 per line, il Green GOOD DESIGN Award e l’iF Design Award Gold nel 2023, oltre a riconoscimenti ottenuti tra il 2022 e il 2026 in diversi circuiti internazionali.

A Tessingiu, tuttavia, i singoli progetti diventano soprattutto il punto di partenza per una domanda più ampia: che cosa significa lavorare oggi con la tradizione?

La risposta proposta dal percorso della manifestazione non coincide con la riproduzione di forme ereditate dal passato. Materiali, tecniche e conoscenze locali possono piuttosto diventare materia per una ricerca contemporanea, capace di costruire nuovi linguaggi senza recidere il rapporto con i luoghi da cui provengono.

È lo stesso terreno sul quale quest’anno si è sviluppato “Dialoghi”, progetto curatoriale che ha messo direttamente in relazione designer e artigiani, chiedendo loro di condividere il processo creativo e superare la rigida separazione tra chi progetta e chi realizza.

Formare gli artigiani di domani

L’ultima parte del pomeriggio, dalle 18.30 alle 19.30, sposterà il confronto sulle condizioni necessarie perché l’artigianato possa continuare a vivere come settore produttivo.

L’incontro “Nuove prospettive per l’artigianato” vedrà protagonisti Marco Franceschi, segretario generale di Confartigianato Imprese Oristano, e Nella Marcello, direttrice dell’agenzia formativa Artigianservice di Confartigianato. Saranno presentate le iniziative che l’associazione sta sviluppando sul fronte della formazione professionale e del sostegno alla produzione artigiana, con nuove attività previste a partire dal prossimo anno.

Il problema della formazione ne porta inevitabilmente con sé altri: il ricambio generazionale, la capacità di rendere nuovamente attrattivi alcuni mestieri, l’accesso agli strumenti necessari per confrontarsi con i mercati contemporanei e la possibilità di innovare senza disperdere il patrimonio di competenze costruito nel tempo. Al confronto saranno invitati a partecipare attivamente anche designer e artigiani.

L’artigianato come sistema

È su questo punto che il percorso della 59ª edizione torna alla visione sviluppata dalla direzione artistica di Gianni Filindeu: leggere l’artigianato non come una semplice somma di imprese e produzioni, ma come un sistema nel quale qualità del progetto e della manifattura, formazione, mercato, comunità e trasmissione delle conoscenze sono strettamente interdipendenti.

«Qualità del progetto, qualità della produzione, capacità di crescita, valorizzazione degli aspetti comunitari, conservazione e tutela dei saperi devono corrispondere a una visione integrata e complessiva, che può e deve essere alimentata anche attraverso singole azioni mirate», sottolinea Filindeu.

L’appuntamento di venerdì raccoglie così i fili del ciclo culturale che ha accompagnato l’esposizione durante l’estate: dagli incontri con Efisio Carbone e Antonello Cuccu alla riflessione sulla cultura del progetto proposta da Giulio Iacchetti con Storie di oggetti.

Il punto di arrivo coincide, in realtà, con una domanda aperta sul futuro: quali condizioni devono essere costruite oggi perché le conoscenze dell’artigianato sardo possano essere apprese da nuove persone, praticate e trasformate, prima di essere nuovamente trasmesse?

Tessingiu - Samugheo © Cédric Dasesson

Tessingiu prosegue fino al 13 settembre

L’approfondimento culturale si conclude venerdì, mentre Tessingiu resterà aperta fino a domenica 13 settembre negli spazi dell’ex Cantina Sociale di Samugheo.

La 59ª edizione riunisce 43 artigiani e artigiane provenienti da 21 comuni della Sardegna, con produzioni che spaziano dalla ceramica alla coltelleria, dal ferro alla gioielleria, dall’intreccio al legno e alla pietra, fino a tessitura, tessuti lavorati e vetro.

Al centro dell’allestimento rimane “Dialoghi”, affiancato dalle sezioni “Conversazioni”, “Assemblea – Chentu concas, chentu berrittas”, dalla galleria dedicata al tappeto sardo e dall’omaggio a Maria Lai realizzato attraverso Su Marmuri di Ulassai.

La mostra è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20. Il biglietto intero costa 6 euro, il ridotto 4 euro; l’ingresso è gratuito fino ai 12 anni, per le persone con disabilità e per i residenti di Samugheo e Allai.

[O.M.]

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