“Cantautorato è una parola che ha mille significati”: sei concerti a Porto Ferro

Dal 4 al 27 settembre il Baretto di Porto Ferro dedica sei serate alle diverse forme della canzone d’autore. Si parte venerdì con Arturo e la sua band, poi TeeDoo, Luca Carocci con Bob Angelini, Giovanni Cossu, Ginipaoli, Massaroni Pianoforti, Gianni Piras e Carlo Doneddu.

Una chitarra può esserci oppure no. La forma canzone può incontrare il rap, il rock, il funky, diventare intima o rumorosa e sottrarsi alle classificazioni. È da questa idea allargata di cantautorato che nasce la programmazione di settembre del Baretto di Porto Ferro, con sei appuntamenti in programma il 4, 12, 13, 18, 25 e 27 settembre, alle 20.

Una piccola rassegna costruita intorno alle molte possibilità della scrittura e dell’interpretazione, realizzata dal Baretto di Porto Ferro Eventi in collaborazione con Piccoli Passi Coop. A fare da scenario ai concerti sarà la baia di Porto Ferro, con un’eccezione per l’ultima serata, ospitata nello Spazio Piscina.

«Cantautorato è parola che ha mille significati», spiegano gli organizzatori. Ed è proprio questa molteplicità a diventare il filo conduttore del programma: «Quelle più classiche e quelle meno classificabili, quelle intime, quelle rumorose, quelle che arrivano sul palco solo con una chitarra e quelle che della chitarra sul palco se ne può anche fare a meno».

Baretto di Porto Ferro

Si parte con Arturo e “Pianeta Selvaggio”

Il primo appuntamento è venerdì 4 settembre alle 20 con Arturo, rapper, cantante e autore classe 2001 che torna a Porto Ferro tre anni dopo la partecipazione al festival Abbabula.

Il suo percorso attraversa rap, indie, rock e funky, utilizzando linguaggi differenti come terreno per una scrittura che guarda anche alla realtà contemporanea. Nel 2023 ha pubblicato il primo album, Epokè, lavoro che lo ha portato sui palchi di alcuni dei principali festival dell’Isola.

Il ritorno a Porto Ferro arriva in una nuova fase del suo percorso. Con “Per La Vita”, Arturo si avvicina infatti all’uscita di Pianeta Selvaggio, nuovo EP disponibile a settembre esclusivamente in formato fisico. Sei tracce nelle quali lo sguardo si concentra sulla società contemporanea e sulle sue contraddizioni.

Questa volta Arturo arriverà sulla baia con una formazione completa: con lui ci saranno Riccardo Prost alla chitarra, Alessandro Canu al basso, Lorenzo Piras alla batteria, Alessio Salis alle tastiere e Vittorio Calvisi al sax.

La scelta di aprire con un artista difficilmente riconducibile a un solo genere rende immediatamente evidente il senso della rassegna: utilizzare il cantautorato non come una categoria chiusa, ma come uno spazio nel quale possono convivere scrittura, contaminazioni e differenti modi di costruire la forma canzone.

Sei appuntamenti per sei differenti prospettive

Dopo Arturo, il calendario riprenderà sabato 12 settembre con i TeeDoo. Il giorno successivo, domenica 13, Porto Ferro ritroverà Luca Carocci, accompagnato da Bob Angelini.

La serata di venerdì 18 settembre avrà invece una formula doppia. Ad aprirla sarà Giovanni Cossu con la sua band, seguito dal concerto dei genovesi Ginipaoli.

Venerdì 25 settembre il palco sarà affidato a Massaroni Pianoforti, mentre la conclusione della rassegna arriverà domenica 27 settembre in uno spazio differente: lo Spazio Piscina, dove Gianni Piras e Carlo Doneddu accompagneranno il pubblico nell’ultima tappa del percorso.

La fonte non cerca di ricondurre questi artisti sotto un’unica definizione musicale. Al contrario, la differenza tra le proposte costituisce precisamente il principio intorno al quale è stata pensata la programmazione.

«Quando abbiamo pensato a una sezione dedicata al cantautorato non volevamo soltanto far salire sul palco facce uguali della stessa medaglia – spiegano ancora gli organizzatori –, ma volevamo provare a raccontare quanto può cambiare una canzone a seconda di chi la scrive, di chi la canta, degli strumenti che la accompagnano e delle storie che ci mette dentro».

Sei serate diventano così altrettanti modi di interrogare una parola che nel tempo ha ampliato notevolmente i propri confini. Più che cercarne una definizione univoca, il programma di settembre del Baretto sceglie di mostrarne le differenze: partire dalla canzone per osservare quante forme possa assumere quando cambiano chi la scrive, chi la interpreta e il linguaggio utilizzato per portarla sul palco.

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