Al Baretto protagoniste Artemis Danza e ResExtensa con “Infinitamente Mutabile” e “L’Altro”. Il festival prosegue il 31 agosto al Vulcano di Ittireddu.
Il sole che scende sul mare di Porto Ferro, la spiaggia e due differenti linguaggi coreografici per interrogarsi sull’identità, sulle difese che costruiamo e sul rapporto con l’altro. È stato questo lo scenario del nuovo appuntamento di Corpi in Movimento, il festival che sabato sera ha portato sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro le compagnie Artemis Danza di Parma e ResExtensa Dance Company di Bari.
Due lavori differenti per scrittura e vocabolario, accomunati dalla scelta di utilizzare il corpo come strumento per attraversare questioni profondamente contemporanee: la difficoltà di mostrarsi per ciò che si è, la competizione, l’individualismo e la ricerca di un equilibrio tra protezione e libertà.
Ad aprire la serata è stato “Infinitamente Mutabile” di Artemis Danza, compagnia diretta da Monica Casadei. Un viaggio attraverso liberazione e trasformazione che indaga la necessità di spogliarsi progressivamente delle maschere dietro le quali l’individuo cerca protezione.
Firmato da Raffaele Coppola, al suo primo lavoro autoriale, e inserito nella sezione del festival dedicata agli artisti associati e ai giovani autori, l’assolo concentra la propria ricerca proprio sulle barriere difensive dell’identità.

Le protezioni costruite per sottrarsi allo sguardo e al giudizio degli altri diventano così una presenza ambivalente. Se inizialmente rappresentano un riparo dalla possibilità di essere feriti, con il tempo possono trasformarsi in un limite, fino a soffocare quella stessa identità che avrebbero dovuto difendere. La danza percorre questa tensione cercando nella trasformazione la possibilità di ritrovare una dimensione più autentica di sé.
Con “L’Altro” di ResExtensa Dance Company il registro è cambiato, spostandosi verso una fisicità nella quale la danza contemporanea incontra l’energia dell’house dance.
La coreografia di Gianni Wers, interpretata da Moreno Guadalupi, costruisce in venticinque minuti un’indagine sulle dinamiche di conflitto, competizione e individualismo che attraversano la società contemporanea.
Al centro c’è la necessità quasi compulsiva di primeggiare, superare chi ci sta accanto e conquistare una posizione, anche quando il confronto entra nella sfera delle relazioni più vicine. In questo meccanismo persino un oggetto ordinario come un giaccone assume significati differenti: protezione, identità e status, ma anche qualcosa da conquistare e sottrarre all’altro.
La performance procede così dall’apparenza di un possibile sostegno reciproco verso il progressivo emergere di una competizione solitaria. Il movimento diventa il luogo nel quale l’altro può essere contemporaneamente presenza necessaria e avversario, costruendo una narrazione astratta ma riconoscibile nelle dinamiche sociali che mette in scena.
Dopo la tappa sulla costa sassarese, Corpi in Movimento proseguirà domenica 31 agosto alle 20.30 al Vulcano di Ittireddu. In programma “LIF” della Compagnia Zappalà Danza 2 e “Coraggio la Sfortuna non esiste” della ViDaVé Company.
Per informazioni è possibile contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059 oppure scrivere a danzeventi@gmail.com.


