Venerdì 28 agosto circa cinquecento donne partiranno all’alba verso il villaggio di San Salvatore portando Santu Srabadoeddu. Sette chilometri a piedi nudi lungo su camminu de su Santu danno inizio agli undici giorni di celebrazioni che culmineranno il 5 settembre con la Corsa degli Scalzi.
Prima della corsa degli uomini c’è il cammino delle donne. Saranno circa cinquecento le Scalze che venerdì 28 agosto, alle prime luci del mattino, partiranno da Cabras verso il villaggio di San Salvatore, aprendo uno dei cicli rituali più sentiti e identitari della comunità del Sinis.
Scalze, con gli abiti della tradizione cabrarese, le donne percorreranno sette chilometri lungo su camminu de su Santu portando con loro Santu Srabadoeddu, la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore. È lo stesso percorso che, pochi giorni più tardi, sarà attraversato da Is Curridoris durante la celebre Corsa degli Scalzi.
Ma il passo del 28 agosto ha un ritmo e un significato differenti. È un cammino scandito dalla preghiera, dai canti in lingua sarda, dal rumore dei piedi sulla terra e dai suoni della campagna. Un rito nel quale la dimensione collettiva convive con quella personale e familiare e che continua a essere tramandato tra generazioni.
«La Festa di San Salvatore rinnova ogni anno uno dei momenti più forti dell’identità culturale e religiosa di Cabras, capace di coinvolgere la comunità con una tensione emotiva difficilmente descrivibile», sottolinea il sindaco di Cabras Andrea Abis. Se la Corsa degli Scalzi rappresenta l’apice delle celebrazioni, osserva il primo cittadino, «l’intero ciclo dei festeggiamenti è racchiuso simbolicamente dalla processione delle donne, che con i colori degli abiti tradizionali cabraresi apre e chiude queste giornate».
Cinquecento donne, generazioni in cammino
I numeri restituiscono la vitalità della tradizione. Sono circa cinquecento le partecipanti attese, appartenenti a generazioni molto diverse. Un centinaio sono minorenni, mentre tre donne hanno superato i settant’anni. Tra le più piccole ci sarà Agata, nata nel marzo 2024.
Fazzoletti raccolti sul capo, corpetti e gonne tradizionali accompagnano un rito che non nasce come rappresentazione per il pubblico. La sua natura rimane innanzitutto religiosa e comunitaria.
«La processione delle Scalze, in occasione di Santu Srabadoeddu, è un momento di grande intensità emotiva», spiega Carlo Trincas, assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Cabras. «Ha un’eleganza particolare, diversa dalla Corsa: le donne procedono a piedi, in preghiera, immerse nella campagna, e spesso si percepiscono soltanto i loro passi e i suoni del paesaggio. Vederle camminare così numerose, con gli abiti tradizionali di Cabras, restituisce un’immagine di straordinaria suggestione».
Al centro della processione sarà Santu Srabadoeddu, condotto da Cabras fino al santuario campestre di San Salvatore, dove la statuetta resterà custodita durante il novenario.

Il rito conserva una forte dimensione di trasmissione familiare. «Venerdì 28 agosto rinnoveremo un rito che accompagna da generazioni la vita di tante donne, legando fede, memoria e gratitudine», afferma Maria Francesca Spanu, presidente dell’Associazione Santu Srabadoeddu. «La gioia più grande è vedere questa devozione trasmessa dalle nonne alle madri, fino alle figlie e alle nipoti, con sempre più giovani che scelgono di sentirsi parte di una tradizione profondamente radicata nella nostra comunità».
Verso la Corsa degli Scalzi
Il cammino delle donne costituisce il primo atto di undici giorni di celebrazioni religiose e civili, in programma tra Cabras e il villaggio di San Salvatore dal 28 agosto al 7 settembre.
Il percorso condurrà al momento più conosciuto della festa: sabato 5 settembre, circa novecento uomini di Cabras saranno protagonisti della Corsa degli Scalzi, accompagnando il simulacro del Santissimo Salvatore lungo l’antico itinerario che attraversa la penisola del Sinis fino al villaggio.
Prima della corsa, tuttavia, c’è un’altra immagine che appartiene profondamente alla festa. È quella delle donne che avanzano nella campagna nelle prime ore del giorno, a piedi nudi, mentre Cabras lentamente si lascia alle spalle.
Un cammino che non ha bisogno della velocità per esprimere la propria forza. Nella polvere del sentiero, nelle preghiere e nei gesti ripetuti di generazione in generazione, la processione delle Scalze conserva una memoria collettiva che continua a vivere proprio perché viene praticata.
È con quei passi che, ancora una volta, Cabras apre la Festa di San Salvatore.



