Note Senza Tempo riparte con Orfeo Futuro: il “Dolcissimo Sospiro” tra Sassari e Uri

Il festival internazionale di musica antica torna dopo la pausa estiva con due concerti il 4 e 5 settembre. L’ensemble attraversa Rinascimento e Barocco italiano sulle musiche di Caccini, Monteverdi, Falconieri, Corelli, Porpora, Händel e Vivaldi.

Da Giulio Caccini a Claudio Monteverdi, da Arcangelo Corelli ad Antonio Vivaldi: un viaggio attraverso alcuni dei passaggi fondamentali della musica tra Rinascimento e Barocco segna il ritorno, dopo la pausa estiva, di Note Senza Tempo. Il festival internazionale di musica antica riprende il suo percorso con due appuntamenti affidati all’ensemble Orfeo Futuro, in programma venerdì 4 settembre a Sassari e sabato 5 settembre a Uri.

Il progetto scelto per le due serate è “Dolcissimo Sospiro”, costruito intorno a un repertorio che mette in relazione epoche, forme e differenti modalità della scrittura musicale. Il primo concerto è in programma venerdì 4 settembre alle 20.30 nella Chiesa di San Pietro in Silki a Sassari. Il giorno successivo, sabato 5 settembre alle 19, Orfeo Futuro si sposterà nella Piazzetta della Fontana di Uri.

Il programma attraversa le musiche di Giulio Caccini, Claudio Monteverdi e Andrea Falconieri, per incontrare poi le architetture sonore di Arcangelo Corelli, Nicola Porpora, George Frideric Händel e Antonio Vivaldi. Un itinerario che permette di osservare le trasformazioni del linguaggio musicale tra la stagione rinascimentale e quella barocca, seguendo il rapporto tra voce e strumenti e le differenti possibilità espressive sviluppate nel corso di quei secoli.

A interpretarlo sarà una formazione di Orfeo Futuro guidata dal soprano Angelica Disanto, insieme a Giovanni Rota e Valerio Latartara ai violini, Luciana Elizondo alla viola da gamba, Gabriele Natilla alla tiorba e Pierfrancesco Borrelli al clavicembalo.

La scelta dell’organico restituisce anche la particolare dimensione timbrica del progetto: voce, archi e strumenti storici concorrono alla costruzione di un repertorio nel quale la parola cantata e l’elaborazione strumentale diventano parti dello stesso racconto.

Se l’appuntamento nella Chiesa di San Pietro in Silki rinnova il rapporto di Note Senza Tempo con Sassari, la seconda tappa inserisce invece il concerto all’interno di un progetto più ampio legato alla memoria e all’identità del territorio.

La serata di Uri nasce infatti dalla collaborazione con la settima edizione de “Le Piazze per la Storia – Festival Culturale Identitario”, nell’ambito del modulo “Sàmbene Sardu: Battaglie Sarde e dei Sardi”.

Una relazione tra manifestazioni che, nelle intenzioni dell’associazione Dolci Accenti, responsabile della direzione artistica di Note Senza Tempo, punta a costruire occasioni di incontro tra differenti pubblici e linguaggi culturali.

«Fare rete significa creare nuove occasioni, mettere in comune competenze e pubblico, valorizzare i contesti locali e permettere ai progetti di viaggiare», spiegano gli organizzatori. La collaborazione tra festival ed enti differenti permette così a una proposta musicale di non esaurirsi in una singola esecuzione, ma di attraversare luoghi diversi e inserirsi nel rapporto tra produzione artistica e memoria delle comunità.

È una prospettiva che caratterizza il percorso di Note Senza Tempo, manifestazione dedicata alla musica antica e alla sua capacità di continuare a dialogare con il presente. I concerti di Sassari e Uri diventano così due differenti declinazioni dello stesso progetto: da una parte lo spazio raccolto di San Pietro in Silki, dall’altra una piazza inserita all’interno di un festival dedicato alla storia e all’identità.

La manifestazione è diretta artisticamente da Daniele Cernuto e organizzata dall’associazione Dolci Accenti, con il patrocinio e il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo.

Note Senza Tempo è inoltre inserito nell’ottava edizione del network Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari e fa parte di REMA, rete europea dedicata alla musica antica.

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