Lo scrittore e giornalista siciliano presenta il suo nuovo romanzo pubblicato da Sellerio. Martedì 1 settembre alla Fondazione di Sardegna il dialogo con Alessandro Marzo Magno tra il mito di Cristoforo Colombo, la conquista e le origini dell’imperialismo coloniale.
Dietro il mito delle grandi esplorazioni geografiche, la promessa di mondi sconosciuti e l’immagine consegnata alla storia di Cristoforo Colombo, resta una vicenda attraversata dalla conquista e dalla violenza. È dentro questa zona d’ombra che si muove “L’Ammiraglio”, il romanzo di Giosuè Calaciura pubblicato da Sellerio, al centro del nuovo appuntamento cagliaritano di Éntula, il festival letterario diffuso organizzato da Lìberos.
Martedì 1 settembre alle 18, nella sede della Fondazione di Sardegna a Cagliari, il giornalista e scrittore siciliano presenterà il libro in dialogo con Alessandro Marzo Magno. L’incontro è realizzato con il sostegno del Comune di Cagliari e in collaborazione con la libreria Miele Amaro.
Calaciura torna alle fonti dell’epoca e al viaggio che alla fine del Quattrocento avrebbe cambiato definitivamente la storia del mondo. Lo fa scegliendo però una prospettiva che mette in discussione la narrazione eroica dell’esploratore e restituisce un Cristoforo Colombo visionario e insieme spietato, protagonista di un’impresa nella quale la scoperta geografica si intreccia fin dall’origine con sopraffazione, conquista e sfruttamento.
“L’Ammiraglio” nasce dunque dentro la storia, ma utilizza gli strumenti della letteratura per attraversarne i vuoti. Il rigore della documentazione convive con la finzione narrativa e permette a Calaciura di interrogare non soltanto ciò che accadde durante la traversata verso quelle che Colombo riteneva essere le Indie, ma soprattutto ciò che quell’impresa avrebbe generato.
La spedizione diventa così il punto di osservazione di un processo molto più ampio. Il viaggio oltre l’Atlantico non è raccontato soltanto come l’inizio di una nuova epoca delle esplorazioni, ma come uno dei momenti fondativi di un sistema coloniale costruito sulla subordinazione dei più deboli. Una storia lontana cinque secoli che, nella lettura dello scrittore siciliano, continua a proiettare la propria ombra sul presente.
Giornalista e scrittore, Giosuè Calaciura collabora con Rai Radio 3 e scrive per quotidiani e riviste. I suoi racconti sono comparsi in diverse raccolte, tra cui Disertori, pubblicata da Einaudi nel 2001 a cura di Giovanna De Angelis, e Luna nuova. Nuovi scrittori dal Sud, uscita per Argo nel 1997 con la cura di Goffredo Fofi.
La sua produzione narrativa comprende Sgobbo, con cui ha ottenuto il Premio Selezione Campiello nel 2002, La figlia perduta. La favola dello slum, Urbi et Orbi e La penitenza, oltre al saggio Pantelleria, l’ultima isola. Con Sellerio ha pubblicato Bambini e altri animali, Borgo Vecchio, Il tram di Natale, Io sono Gesù, Malacarne e Una notte. Le sue opere sono state tradotte e pubblicate anche all’estero.
Con l’appuntamento dedicato a “L’Ammiraglio”, Éntula porta dunque a Cagliari un confronto nel quale la letteratura diventa uno strumento per rileggere criticamente la storia: il viaggio di Colombo, la costruzione del suo mito e le conseguenze di una scoperta destinata a modificare per sempre i rapporti tra popoli, territori e potere.


