Cabras rinnova il rito degli Scalzi: oltre quattro secoli di fede lungo i sentieri del Sinis

Dal 28 agosto al 7 settembre la Festa di San Salvatore. Circa 900 uomini attesi alla Corsa del 5 settembre e 500 donne apriranno i riti con Santu Srabadoeddu. Undici giorni tra devozione, memoria collettiva e appuntamenti civili nel villaggio di San Salvatore.

Una corsa di sette chilometri, i piedi nudi sulla terra e sulla polvere del Sinis, il saio bianco stretto in vita da un cordone. Ma soprattutto una promessa che attraversa le generazioni e che ogni anno torna a essere mantenuta. Dal 28 agosto al 7 settembre Cabras rinnova la Festa di San Salvatore e la Corsa degli Scalzi, uno dei riti religiosi e identitari più radicati della Sardegna.

Undici giorni di celebrazioni tra Cabras e il villaggio di San Salvatore, con un calendario nel quale la dimensione religiosa rimane il centro di una tradizione che coinvolge l’intera comunità.

Il momento più atteso arriverà all’alba di sabato 5 settembre, quando circa 900 uomini di Cabras accompagneranno in corsa il simulacro del Santissimo Salvatore dalla chiesa di Santa Maria Vergine Assunta fino al villaggio campestre di San Salvatore. Sette chilometri percorsi scalzi lungo su camminu de su Santu, in un rito nel quale la dimensione individuale della promessa e della devozione si fonde con quella collettiva. Tra i partecipanti sono attesi anche una trentina di nuovi iscritti con meno di vent’anni, testimonianza di una tradizione che continua a essere trasmessa alle generazioni più giovani.

La Corsa partirà alle 7:30, dopo la messa delle 6 presieduta da monsignor Roberto Carboni e la processione del simulacro verso via Tharros. L’arrivo al villaggio è previsto intorno alle 8:30. Domenica 6 settembre, al tramonto, il percorso sarà compiuto in senso inverso per riportare il simulacro a Cabras.

La festa, tuttavia, comincerà diversi giorni prima e saranno le donne di Cabras ad aprirla. Venerdì 28 agosto circa 500 donne parteciperanno alla processione di Santu Srabadoeddu, percorrendo scalze e con gli abiti tradizionali gli stessi sette chilometri. Porteranno con loro la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore, che rimarrà nel santuario durante il novenario.

È un rito recuperato nel 1981 da alcune devote e diventato uno dei momenti più raccolti della festa. Tra le partecipanti ci saranno un centinaio di minorenni e tre donne con più di settant’anni; la più piccola sarà Agata, nata nel marzo 2024. Generazioni differenti unite dallo stesso cammino, accompagnato da canti e preghiere in sardo.

Una tradizione che attraversa quattro secoli

Secondo la tradizione, le origini della Corsa risalirebbero al 1619, nel periodo in cui le coste del Sinis erano esposte alle incursioni saracene. Durante uno degli assalti gli abitanti di Cabras avrebbero portato in salvo il simulacro correndo scalzi verso il villaggio di San Salvatore. La polvere sollevata dai loro piedi avrebbe fatto credere agli assalitori di trovarsi davanti a un esercito numeroso, inducendoli alla ritirata.

Da quel racconto, tramandato attraverso i secoli, nasce il rito che la comunità continua a ripetere nella prima domenica di settembre.

Anche l’organizzazione della Corsa conserva una struttura antica. Is Curridoris sono suddivisi in 14 gruppi, ciascuno formato da 14 mudas di tre-cinque persone, secondo una scansione che richiama le quattordici stazioni della Via Crucis. Le mudas si alternano nel trasporto del simulacro e della bandiera lungo il percorso.

La dimensione religiosa resta centrale anche nell’approccio scelto dall’amministrazione comunale. Il sindaco di Cabras Andrea Abis ha sottolineato la volontà di preservare la natura popolare e devozionale della festa, evitando che la crescente presenza di visitatori trasformi il rito in una semplice spettacolarizzazione. Una prospettiva che prova a tenere insieme accoglienza e tutela dell’identità del territorio.

Il villaggio tra musica, teatro e tradizioni

Attorno al nucleo religioso si sviluppa il programma dei festeggiamenti civili. Si parte venerdì 28 agosto con Dantzas, festival dedicato alle danze e alle musiche tradizionali che vedrà protagonisti la Cogar Celi Band dall’Irlanda, i Balbrulè dal Veneto e i sardi Ballade Ballade Bois, con la partecipazione del maestro di launeddas Stefano Pinna.

Il 29 agosto sono in programma la porchetta arrosto e il concerto dei Naracauli, mentre il 30 agosto sarà la volta della Sagra della Frittura di paranza e di Fantasias de Ballos. Il teatro arriverà il 31 agosto con Daniele Contu e il 1° settembre con la Compagnia Arriora. Il 2 settembre spazio agli antichi mestieri con Artis Antiga e alla musica di Sonus de Festa, mentre il 3 settembre sarà protagonista Giuliano Marongiu.

Sabato 5 settembre, nel giorno della Corsa, il programma civile comprenderà la Sagra del muggine, i Boes e Merdules di Ottana e il concerto dei Cordas et Cannas. Il gran finale sarà domenica 6 settembre in piazza Stagno, con lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Baby K.

Particolare attenzione sarà riservata anche all’accessibilità. In via Tharros verrà predisposta una tribuna gratuita da 200 posti, fino a esaurimento, destinata ad anziani, donne in gravidanza e persone vulnerabili, con una pedana dedicata alle persone con disabilità motoria. Circa ottanta persone saranno inoltre impegnate nelle attività di sicurezza lungo il percorso. Per chi non potrà raggiungere Cabras, sabato 5 e domenica 6 settembre la partenza e alcuni dei momenti principali delle celebrazioni saranno trasmessi attraverso i canali social del Comune e la pagina ufficiale della Corsa degli Scalzi. Per il rientro di domenica è prevista anche la diretta di TeleSardegna e Aristanis TV dalle 18 alle 20.

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