Il 23 e 24 agosto debutta all’Hospitalis Sancti Antoni la nuova rassegna cinematografica di Heuristic diretta da Giuseppe Casu. Otto opere attraversano oltre sessant’anni di cinema internazionale. Al centro della prima edizione “Tardes de Soledad” di Albert Serra, insieme ai cortometraggi di Jørgen Leth, Chris Marker, Sergio Scavio, Miloš Radović, Domenico Distilo, Babak Habibifar, Jane Campion e Gerard Lee.
Uscire dalla successione ordinaria delle ore e ritrovare il cinema come esperienza collettiva. Nasce da questa idea “Fuori Tempo”, la nuova rassegna cinematografica di Heuristic, al debutto domenica 23 e lunedì 24 agosto a Oristano, negli spazi dell’Hospitalis Sancti Antoni.
Le proiezioni inizieranno entrambe le sere alle 21, con ingresso gratuito dalla Biblioteca comunale e Pinacoteca Carlo Contini, in via Sant’Antonio 25.
La prima edizione, realizzata con il sostegno del Comune di Oristano, riunisce otto opere provenienti da differenti Paesi e realizzate nell’arco di oltre sessant’anni. Cortometraggi sperimentali, fantascienza, commedia, cinema del reale e lavori che interrogano le forme tradizionali della rappresentazione compongono un itinerario affidato alla direzione artistica del regista Giuseppe Casu, il cui percorso attraversa cinema documentario, ricerca audiovisiva, memoria e attenzione per le comunità.
Albert Serra e il cinema della solitudine
Opera centrale della prima edizione sarà “Tardes de Soledad” di Albert Serra, unico lungometraggio in programma, proiettato nella serata inaugurale di domenica.
Il film, indicato dai Cahiers du Cinéma come miglior film del 2025, è formalmente un documentario sulla corrida e sul torero peruviano Andrés Roca Rey, seguito nell’arena, durante la vestizione, negli spostamenti e nei momenti di attesa e solitudine che circondano il combattimento.
Serra costruisce il lavoro eliminando interviste, spiegazioni e commenti esterni. Lo spettatore viene posto direttamente davanti alla materia rappresentata, attraverso una ricerca cinematografica che rinuncia alla dimensione divulgativa per concentrarsi sulla forma e sul linguaggio audiovisivo.
In Italia Tardes de Soledad, presentato anche con il titolo Pomeriggi di solitudine, non ha avuto una distribuzione continuativa. La sua presenza nelle sale si è concentrata in un evento speciale di tre giorni, oltre ad alcune anteprime e proiezioni selezionate in spazi dedicati al cinema e all’arte contemporanea. La proiezione di Oristano offre dunque una nuova occasione per vedere il film sul grande schermo.
Da Jørgen Leth a Chris Marker
La prima serata di domenica 23 agosto si aprirà alle 21 con “The Perfect Human” di Jørgen Leth, cortometraggio danese del 1967. In uno spazio bianco e astratto, un uomo e una donna vengono osservati e descritti come esemplari di una presunta umanità ideale. Attraverso azioni quotidiane e una costruzione rigorosa e ironica, il film interroga i ruoli sociali e la rappresentazione dell’individuo.
Subito dopo sarà proiettato Tardes de Soledad, produzione di Spagna, Francia e Portogallo del 2024, della durata di 125 minuti.
Lunedì 24 agosto, sempre dalle 21, “Fuori Tempo” proporrà invece sei cortometraggi.
Ad aprire sarà “La Jetée” di Chris Marker, realizzato in Francia nel 1962. Un’opera fondamentale della fantascienza cinematografica, raccontata quasi interamente attraverso fotografie fisse e costruita intorno a memoria, amore, guerra e viaggio nel tempo.
Seguirà “La notte di Cesare” del regista sassarese Sergio Scavio, del 2018, storia dell’incontro tra un uomo anziano e solitario e il piccolo Kadim, affidatogli per una notte. Il cortometraggio, prodotto dal Cineclub Nuovo Aguaplano, è stato selezionato nella sezione Visioni Sarde della Cineteca di Bologna e ha ricevuto il premio “Diritto di parola” al Babel Film Festival.
Sei cortometraggi per attraversare confini e linguaggi
Il programma proseguirà con “Moja Domovina” di Miloš Radović, opera jugoslava del 1997 che utilizza la commedia nera e l’assurdo per confrontarsi con il conflitto jugoslavo e le sue contraddizioni.
La seconda presenza legata alla Sardegna sarà “Vermi” di Domenico Distilo, coproduzione tra Italia e Germania del 2025. Protagonista è la dodicenne Rosi, costretta a occuparsi della madre e delle sorelle minori dopo l’abbandono del padre. Il racconto affronta responsabilità, bullismo e resistenza alla violenza del mondo adulto. Nel 2025 il film ha ottenuto il premio come miglior cortometraggio nella sezione Parental Experience del Giffoni Film Festival.
Con “The Fish and I” di Babak Habibifar, realizzato in Iran nel 2014, una situazione essenziale – un acquario rotto e un pesce da salvare – diventa invece il punto di partenza per interrogarsi sulla cura, la percezione e l’empatia.
A chiudere la prima edizione sarà “Passionless Moments” di Jane Campion e Gerard Lee, produzione australiana del 1983: una successione di episodi quotidiani, piccoli incidenti e imbarazzi attraverso i quali l’ordinario lascia emergere la complessità dei comportamenti umani.
“Fuori Tempo” rappresenta il secondo momento della stagione culturale organizzata da Heuristic nel chiostro dell’Hospitalis Sancti Antoni. Arriva dopo la quinta edizione del festival letterario Propagazioni, diretto da Vito Biolchini, e precede la diciannovesima edizione di Miniere Sonore, festival di musiche attuali in programma dal 25 al 29 agosto con la direzione artistica di Stefano Casta.
Durante la stagione resta inoltre visitabile “Ci vedete davvero?”, mostra dell’artista libanese Mazen Kerbaj, curata da Caroline Wehbe in collaborazione con la Pinacoteca Carlo Contini e la direttrice Silvia Loddo, con illustrazioni tratte dal libro Gaza in My Phone.
Fuori Tempo – Prima edizione si terrà dunque domenica 23 e lunedì 24 agosto 2026, dalle 21, all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano, con ingresso dalla Biblioteca comunale e Pinacoteca Carlo Contini, in via Sant’Antonio 25. L’ingresso è gratuito.


