Alla Domo de sa Poesia la presentazione di “Uomini e trincee” di Nanni Falconi e l’avvio della non-scuola del Teatro delle Albe. Già in corso la residenza artistica di Motus, mentre sono aperte le iscrizioni al laboratorio “Il gioco del demone”. Il festival proseguirà fino al 6 settembre nel segno degli “Sguardi Meridiani”.
Versi e parole tornano ad attraversare le strade di Seneghe in vista della ventiduesima edizione del Cabudanne de sos poetas, che quest’anno si raccoglie intorno al tema “Sguardi Meridiani”. Lunedì 24 agosto la Domo de sa Poesia ospita l’anteprima di un programma che proseguirà fino al 6 settembre, intrecciando poesia e narrativa, teatro e cinema, musica e arti, laboratori, territorio, comunità e tradizioni.
La giornata del 24 agosto entra nel vivo alle 17 con l’avvio delle attività della non-scuola del Teatro delle Albe, rivolte a ragazze e ragazzi dagli 8 ai 16 anni. Il laboratorio teatrale, guidato da Laura Redaelli e Cinzia Baccinelli, quest’anno prende le mosse da La crociata dei bambini, scritta da Bertolt Brecht nel 1942, per esplorare attraverso la pratica teatrale i temi dell’infanzia, della perdita, dei legami, degli affetti e della solidarietà.
Le attività proseguiranno fino al 3 settembre, quando il percorso sarà restituito al pubblico del Cabudanne. Al progetto collaborano Pina Di Gennaro di Teatri di Seta e Luca Mascini, tra i pionieri del rap italiano, conosciuto sulla scena musicale come Militant A.
Alle 18.30 la Domo de sa Poesia accoglie invece Nanni Falconi, che presenta il suo nuovo libro Uomini e trincee, pubblicato nel 2026 da Archivi del Sud. Al centro della narrazione ci sono Baldu e la stirpe dei De Tzori, segnata da delitti taciuti, amori nascosti e dalle ferite lasciate dalla guerra. A dialogare con l’autore saranno Enedina Sanna e Maria Elena Sini.
Intanto sono aperte le iscrizioni a “Il gioco del demone”, laboratorio gratuito in programma sabato 29 agosto, dalle 21.30, sempre alla Domo de sa Poesia, a cura di C.I.R.C.E. – Centro Internazionale di Ricerca per le Convivialità Elettriche. Un percorso dedicato al rapporto con i dispositivi digitali e ai meccanismi attraverso i quali social media, applicazioni e tecnologie possono influenzare comportamenti, scelte e vulnerabilità.
Alla base c’è il metodo della Pedagogia Hacker, orientato allo sviluppo di un rapporto più attivo e consapevole con la tecnologia e alla comprensione degli automatismi capaci di ridurre gli spazi della scelta individuale. Il laboratorio, della durata di due ore, è aperto a partecipanti dai 10 ai 90 anni, per un massimo di 25 persone. Le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito del Cabudanne de sos poetas.
Un altro percorso ha già preso forma a Seneghe. Dal 18 agosto la compagnia teatrale indipendente Motus, fondata a Rimini da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò e vincitrice di diversi Premi Ubu, è impegnata nella residenza artistica dedicata allo sviluppo di Io vomito Yuan.
Il progetto nasce dalla tesi di laurea di Yuan, giovane performer che collabora con Motus, e mette in relazione politica, filosofia, fantascienza e questioni di genere, interrogando il vissuto dell’artista in terra straniera, l’identità e le dinamiche di potere che attraversano il sistema dell’arte. Il lavoro avrà un’anteprima il 28 agosto al Cabudanne de sos poetas, in collaborazione con Sardegna Teatro e il Comune di Paulilatino, prima del debutto previsto a dicembre a Milano.
L’anteprima del 24 agosto apre così il percorso verso il cuore della XXII edizione del Cabudanne de sos poetas, quando nel primo fine settimana di settembre gli appuntamenti si distribuiranno dalla mattina alla sera tra Partza de sos ballos, Campo della Quercia, Putzu Arru, Domo de sa Poesia e Prentza de Murone. Una geografia culturale diffusa che ancora una volta trasforma Seneghe in uno spazio d’incontro tra poesia, linguaggi artistici e comunità.
[O.M.]


